Come la stessa Ducati afferma, con il sistema Desmodromico del 1956 le monocilindriche di Borgo Panigale raggiunsero il culmine del loro sviluppo. Tuttavia, l’anima e il cuore sportivo della Casa italiana trovarono il loro preludio un anno prima, nel 1955, quando su progetto di Fabio Taglioni venne creata la Gran Sport 100. Una motocicletta, la “Marianna”, concepita dall’ingegnere romagnolo per essere in grado di vincere in pista e al contempo essere adatta per la produzione di serie.

Dal disegno della Gran Sport, però, quello stesso anno venne concepita anche la Ducati 125GP Bialbero. La stessa che il prossimo 28 aprile verrà battuta all’asta da Mecum Auctions.

Ducati Supermono, la storia di una icona raccontata da Pierre Terblanche

Carattere da corsa

Costruita nel 1955 per affrontare alcune gare di durata, alle quali partecipò principalmente in Italia, la 125GP Bialbero offerta da Mecum fu poi convertita nel ‘56 per partecipare al Tourist Trophy e successivamente acquistata dal pilota svedese Ulf Svensson, con cui nel 1958 riuscì a strappare la vittoria nel campionato svedese junior.

Straordinariamente competitiva in pista, la 125GP venne riconvertita ancora una volta nel 1959, proprio in quel di Borgo Panigale, dove grazie ad alcuni accorgimenti tecnici le fu concesso di ottenere una configurazione tale da riuscire a partecipare al Mondiale 125 del 1959, riuscendo a conseguire un 6° posto nel GP di Svezia; sempre con in sella Ulf Svensson.

Il cavallino rampante sulle carene

Tuttavia, essendo una moto dal valore inestimabile, per questo pezzo di storia motociclistica non è ancora stata espressa una base d’asta, ma grazie alle sue caratteristiche e ai numeri di serie delle componenti - che combaciano perfettamente con quelli usciti dai cancelli della fabbrica nel 1955 – di sicuro si raggiungeranno cifre da capogiro. Tenendo conte anche del fatto che la Bialbero mostra in bella vista il famoso cavallino rampante – molto frequente nelle Ducati nel periodo tra il '56 ed il '61 -, lo stesso che Ferrari rese immortale. Un simbolo che per l'Ing. Fabio Taglioni, nato a Lugo, la stessa città anche dell’asso dell’aeronautica Francesco Baracca, voleva essere omaggio al celebre concittadino.

Prova Magni Italia, il paradiso in tre cilindri