E così il Covid alla fine si è portato via Fausto Gresini. Dopo due mesi di agonia, dopo che si era anche ripreso e che tutti avevamo avuto la speranza di vederlo tornare a casa. Invece no, Fausto, il pilota gentile, il manager corretto e sempre sorridente, si è spento, e a tutti noi mancherà.

Aveva 60 anni, compiuti un mese fa, il 23 gennaio. Una vita nelle corse.

Il Gresini pilota

Aveva iniziato correndo con l’Aspes Juma nel Campionato Italiano TT4, e nel 1982 aveva fatto un primo debutto nel Mondiale 125 con una MBA. Nel 1984 eccolo già sulla vincente Garelli, a fianco di un mostro sacro come Angel Nieto. Era una moto difficile la Garelli, con la peculiarità di non avere un serbatoio da stringere fra le gambe. Fausto però la capì subito, tanto che chiuse il Mondiale al 3° posto, portando a casa anche una vittoria in Svezia.

L’anno dopo, nel 1985, ha vinto il primo dei suoi 2 mondiali, portando a casa anche 3 vittorie. Nel 1986 battagliò fino all’ultimo gran premio con il compagno di squadra, Luca Cadalora, che alla fine vinse il titolo; complice anche una pedana rotta che rallentò Gresini.
Fausto si rifece l’anno successivo, vincendo ben 10 gran premi su 11: si ritirò solo in Portogallo, per una foratura, quando era in testa! E così si prese il suo secondo titolo iridato e si confermò dominatore delle ottavo di litro bicilindriche 2T, moto difficili da guidare, perché avevano la potenza tutta in alto, e bisognava farle correre senza frenare troppo e azzeccando le cambiate giuste, per tenere il motore sempre vivo. Poi è arrivato qualche infortunio, e delle stagioni meno competitive. Fino al 1994, l’anno del ritiro.

Poi venne la Gresini Racing

Nel 1997 Fausto fonda il suo team, facendo correre Alex Barros nella 500 con una Honda NSR-V bicilindrica. Nel ‘99 schiera Loris Capirossi in 250 con la Honda, e a fine anno è il terzo posto finale. Nel 2001 arriva il primo titolo da team manager con Daijiro Kato. Ed è ancora Gresini a portare il giapponese in 500 nel 2002, anno nel quale diviene Rookie of the year.

Il 2003 si apre malissimo, con l’incidente mortale di Kato a Suzuka. Gresini lo sostituisce con Gibernau, che a fine anno è vicecampione del mondo. Posizione bissata l’anno successivo e anche nel 2005, questa volta però con Marco Melandri. Siamo al 2010, quando con Toni Elias il Team Gresini vince il primo titolo della Moto2.

Nel 2011 Fausto perde di nuovo un pilota in gara. Marco Simoncelli. Per la Gresini Racing passeranno poi Enea Bastianini e Fabio di Giannantonio, che sfiorano il titolo mondiale Moto3. Chi invece lo vince, proprio nelle file del Team Gresini è Jorge Martin, nel 2018. E un altro titolo arriva nel 2019 con Matteo Ferrari, primo nella Coppa del Mondo MotoE. Nel frattempo dal 2015 la squadra è impegnata in MotoGP, con il progetto Aprilia.

Ora il Team Gresini Racing proseguirà la sua avventura. La MotoGP, la Moto2, la Moto3 e la MotoE continueranno. Senza però la simpatia e l’umanità di Fausto.

Ciao campione.