Viviamo nell’epoca del cibo ordinato tramite App, delle consegne a domicilio a orari improbabili e della sempre più diffusa figura professionale del rider, che risponde a un profilo lavorativo smart, veloce e reattivo. Dotato di mezzi di trasporto sempre al passo (una vita fa c’erano gli scooter con portapacchi, ora si viaggia su mezzi ecosostenibili), il rider si incunea tra i marciapiedi guadagnando minuti preziosi a bordo del suo monopattino elettrico. Elettrico, sì, ma con qualche eccezione, e qui arriviamo al punto.

MONOPATTINO TRUCCATO

Qualche tempo fa in quel di San Giuliano Milanese, via Emilia: il rider sfreccia a bordo del suo bolide, che non passa inosservato agli occhi degli agenti di Polizia Locale che si vedono costretti a fermarlo: il mezzo non è assolutamente elettrico, piuttosto il suo è il motore di una motosega. Il proprietario è stato beccato perché il monopattino aveva bisogno di rifornimento e il giovane aveva una bottiglia di carburante nello stesso zaino in cui erano le pietanze da consegnare ai clienti. Chissà se l’avesse fatta passare per salsa di soia.

OMOLOGATO? NON CREDO

Ovviamente il monopattino non era omologato per la circolazione, condizione che ha aggravato la contestazione per il mancato rispetto dell’igiene e la salubrità degli alimenti. Totale della sanzione: 6.000 euro, davvero molto di più rispetto a un comune stipendio per questo impiego. Insomma, da lodare per l'inventiva ma non sul rispetto delle regole e la sicurezza.

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