Rewind, Honda CBR 900 RR Fireblade: e le 1000... mute!

Rewind, Honda CBR 900 RR Fireblade: e le 1000... mute!

Nel 1992 la sportiva di Tokyo sconvolse i valori in campo tra le maxi: piccola come una 750 potente quasi come una moto di cilindrata piena. Faceva del rapporto peso/potenza il suo cavallo di battaglia

HONDA CBR 900 RR FIREBLADE : PROVA SU STRADA

Alla guida della CBR 900 RR ci si accorge immediatamente del consistente lavoro svolto dai tecnici della Honda in merito alla compattezza ed agilità della ciclistica effettivamente paragonabili a quelle di una moto di media cilindrata. Film dalle prime battute impressionano positivamente la notevole manovrabilità, anche alle modeste andature, e sensazioni di maneggevolezza e facilità con cui la Fireblade accetta, senza reali controindicazioni, gli inserimenti in curva o le rapide variazioni di inclinazione sfoderando un comportamento neutro. In particolare affascina l'ottimo equilibrio della ciclistica messo in luce nelle curve alle bassissime velocità e sui tornanti quando non è possibile applicare la necessaria trazione alla ruota motrice.

Tanto sui percorsi misti chesu quelli medio-veloci ci si possono togliere belle soddisfazioni ma occorre prestare attenzione all'immediatezza con cui la Fireblade recepisce ed attua istantaneamente ogni minimo comando grazie anche alla prontezza dell'erogazione fornita dal propulsore a qualsiasi regime. Il tutto porta fin troppo rapidamente a viaggiare davvero forte e, quasi senza rendersene conto, anche a sopravvalutare le effettive capacità del pilota proprio per il limitato impegno richiesto nella guida. Per cercare di portare davvero al limite una macchina di questo tipo si deve obbligatoriamente scendere in pista per scoprire come la CBR 900 RR, con un comportamento da sportiva di razza, diventi nervosa ma sempre precisa e rigorosa nel mantenere la traiettoria impostata con tanta solidità in appoggio. Nonostante il positivo lavoro delle sospensioni le particolari scelte ciclistiche inducono, in presenza di fondi sconnessi, sugli scollinamenti o nelle prepotenti accelerazioni in uscita delle curve, ad alleggerimenti dell'avantreno innescando avvertibili oscillazioni e movimenti dello sterzo che limitano l'efficacia della guida. Diversamente anche alla massima velocità l'avantreno rimane ben caricato, a favore della precisione direzionale, inseribile ai rattoppi ed ai solchi.

Sempre sotto il profilo della stabilità un discorso approfondito lo meritano gli pneumatici di primo equipaggiamento sviluppati in esclusiva per questa moto. Le coperture Bridgestone Battlax BT 50, infatti, a ottime possibilità di inclinazione, tenuta laterale e comportamento prevedibile, arrivano, nelle gravose condizioni di lavoro della pista a temperature davvero elevate, ad accusare una certa scivolosità così come è abbastanza avvertibile il differente profilo di queste gomme, soprattutto con l'aumentare della velocità, richiedendo maggiore determinazione sullo sterzo nell'impostazione delle curve rapide.

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