Tempo di volare... ma ben ancorati al suolo. Il campo aerodinamico è probabilmente, ad oggi, il comparto tecnico dove si sperimenta maggiormente e con più coraggio. Forte del grande slancio che arriva dalla MotoGP questo percorso tecnico, seppur a piccoli passi (parliamo del mondo delle due ruote ovviamente), inizia a farsi strada anche sui mezzi di serie di stampo sportivo.

La resa globale dei vari profili alari applicati a moto, sportive, ma comunque destinate ad un vasto pubblico e - ammettiamolo - poco sensibile ai decimi di secondo al giro, è senza dubbio influenzata da vari parametri che caratterizzano l'efficienza di un'ala. Bassi angoli di incidenza per non "appesantire" la guida della moto che si fanno sentire solo ad alte velocità, su strada trovano una loro piena giustificazione se si guarda al lato estetico, a quel fascinoso richiamo delle corse che, quando si afferrano due samimanubri, ha sempre il suo perchè. Ultimamente anche le naked iniziano questa sorta di "sfida al vento" con soluzioni biplano, come visto sulla Ducati Streetfighter o sulla MV Agusta Brutale 1000 RR, o addirittura prese in prestito direttamente dalla MotoGP, come nel caso della esclusivissima Aprilia Tuono V4 X

Design affascinante, dedicato alla voglia di km/h da sfogare in pista, ma su strada?

Ecco che BMW si vota ai profili adattivi. Come già osservato per Honda e Piaggio, anche la Casa dell'Elica ha allo studio un sistema di attuatori e tiranti che agisce su alette posizionate in punti strategici della carrozzeria. Uno schema (vedi foto in alto) che consente di variare gli angoli di incidenza dei vari profili in modo da massimizzare il comportamento dinamico e l'aderenza nelle varie situazioni di guida (rettilinei, curve, frenate o accellerazioni) senza compromettere le prestazioni globali sia che si marci a basse o alte velocità.

Un po' come accade da tempo nelle auto, con gli spoiler posteriori che variano la posizione in funzione della velocità di marcia (in foto in alto l'antesignana su strada: la Lancia Thema Ferrari 8.32). Soluzioni così studiate possono dare un valido supporto non solo tra i cordoli di un circuito, ma anche su strada, andando a incrementare la sicurezza di guida. Vedremo quando questi dispositivi debutteranno anche per le moto. 

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