Tra tante brutte notizie che si susseguono durante questa emergenza da coronavirus, ogni tanto arriva anche qualche sprazzo di luce. Lo sprazzo in questione proviene dalla divisione giapponese di Honda che, giù da giugno prossimo (queste le premesse), dovrebbe avviare un progetto chiamato RC30 Forever. Di cosa si tratta? L’azienda produrrà dei pezzi originali per far brillare tutti gli esemplari in circolazione della leggendaria Honda VFR750R, o RC30, anche quelli in condizioni disastrose. Ma andiamo per gradi.

Cultura motociclistica

Stando al comunicato stampa rilasciato da Honda Giappone, la casa madre produrrà i nuovi pezzi il modello supersportivo lanciato nel 1987 che, da giugno 2020, inizierà a vivere una seconda giovinezza. Un progetto, dicono dall’azienda dell’Ala Dorata, che sfrutta “la passione, la tecnologia e il know-how di Honda” e che ha un grande scopo: “contribuire alla cultura motociclistica che abbiamo costruito insieme ai nostri clienti”.

Rewind, Kawasaki ZXR-750 '91: equilibrio verde

3.500 esemplari prodotti

Ma da dove è nata questa iniziativa? Dal team di sviluppo, naturalmente, e dagli attuali proprietari di Honda RC30 (sono 3.500 gli esemplari venduti in tutto il mondo). “Le parti originali da rigenerare - si legge nel comunicato stampa di Honda - vengono accuratamente selezionate in base alle richieste dei clienti e dei rivenditori, oltre alle parti che dovrebbero deteriorarsi dopo oltre 30 anni o ai pezzi di ricambio regolari”. Ancora non ci sono dettagli precisi sul programma di aggiornamenti, sul prezzo e sulle tempistiche di consegna delle RC30 rigenerate. Ma Honda ci tiene a precisare che a tempo debito tutto sarà annunciato.

Gioiello da collezione

Oggi i possessori di una Honda RC30 possono davvero vantarsi di avere in garage un esemplare da collezione. Una creatura nata come modello stradale ma che ha lasciato un segno indelebile nel campionato Suberbike. Il suo motore V4 di 90° da 748 cc all’epoca erogava 112 CV a 11.000 giri/min: decisamente di un altro livello, specialmente se negli anni ’80 superavi i 250 km/h di serie. Chissà cosa sarà in grado di fare quando tornerà a splendere.

Aprilia 125: storia di una piccola regina