Un business illegale tradito dalla tecnologia. A Palermo, nel quartiere Zen, un meccanico di 80 anni aveva creato un giro nero di affari insieme ad un ragazzo più giovane e due box auto alla Marinella. I malfattori rivendevano pezzi di ricambio di moto rubate, decisivo un GPS che li ha sconfessati.

SCOPERTI GRAZIE AL GPS

Il sistema satellitare era installato su una BMW GS 1250 Adventure dal proprietario: la moto era stata rubata da poco, e grazie al dispositivo la vittima del furto ha potuto rintracciare il mezzo. Il segnale GPS ha continuato a restare attivo e gli agenti del commissariato San Lorenzo hanno trovato la moto davanti al garage di un palazzo in via Calcante, nel quartiere Marinella. Una volta arrivati sul posto, i poliziotti hanno trovato l’anziano colpevole del malaffare.

RIVENDITE ONLINE

Il suo complice, di 21 anni, rivendeva su siti specializzati in parti di motociclette i pezzi di ricambio presi dai veicoli rubati, come un qualsiasi venditore privato. All’arrivo dei poliziotti, l’ottantenne ha subito confessato di aver venduto parti di dubbia provenienza, sperando in una pena leggera. La cosa ha insospettito gli agenti, che in poco tempo hanno scovato un box auto nel quale i malfattori nascondevano quattro moto di grossa cilindrata, ovviamente rubate, dalle quali sarebbero poi state smontate le parti da rivendere. Tra queste, una Honda Africa Twin e la BMW GS 1250 Adventure rintracciata tramite GPS.

AFFARE DA 150MILA EURO

In totale, tra integri e smontati, i veicoli erano sei. Telai, carenature, accessori, parti meccaniche, pronti per essere imballati e spediti al miglior acquirente. Addosso ai due complici sono stati trovati 2.250 euro in contanti, trattenuti dagli agenti perché ritenuti probabili ricavi dell’attività illecita. Mentre le moto sono state riconsegnate ai legittimi proprietari, si stima che il valore delle merci rubate sia attorno ai 150.000 euro.

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