Continua la lotta al rumore provocato dai motori delle motociclette in Germania. Era iniziato tutto con una campagna lanciata la scorsa estate dal dipartimento di polizia di Baden-Württemberg, comune non lontano da Stoccarda, prendendo spunto dalle contromisure adottate in Francia nello stesso periodo con il radar Méduse. Avevano aderito 30 comuni alla “protesta”, oggi se ne aggiungono altri 80.

RALLENTARE, GRAZIE

La questione è stata sollevata dalle zone che ospitano i paesaggi “motociclistici” più frequentati, che soprattutto nel weekend si riempiono di centauri per le consuete uscite in sella. Le contromisure per ovviare a quello che per i residenti rappresenta un vero e proprio problema acustico si sono tradotte nell’installazione di fonometri lungo le strade interessate. I dispositivi registrano i decibel prodotti dai motori e sono collegati a un display luminoso, che si può comportare in due modi: se la moto indagata rispetta i limiti di rumorosità, il suo pilota viene ringraziato con un “Danke” scritto in verde; in caso il rombo sia oltre il massimo consentito, il motociclista viene avvisato di “Leiser”, cioè di diminuirlo. Non si tratta di una norma perseguibile con sanzioni, bensì una comunicazione che intende consigliare una guida più prudente e rispettosa.

NUOVE PROPOSTE

I nuovi comuni che hanno aderito all’iniziativa intendono proporre misure aggiuntive per questo annoso problema: chiedono modifiche ai requisiti di omologazione, sanzioni più severe per punire la rimozione del dB killer, divieti di circolazione nel weekend e nei giorni festivi. Non sappiamo come si evolverà la situazione e se saranno istituite delle norme ad hoc, ma intanto la lotta dei residenti sta facendo molto… rumore.

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