Vendere male. Teoricamente anche quando si fa pubblicità si dovrebbe tenere conto dell’etica, ma spesso i due concetti vanno in contrasto come se l’unica regola sia quella di attirare l’attenzione. Chi si affida a certi argomenti sa che andrà incontro a polemiche decise e ragionevoli, purtroppo viene da pensare che l’obiettivo sia proprio questo: far parlare di sé a qualunque costo. L’ultimo esempio è quello di Ragusa, in Sicilia, e riguarda la pubblicità di uno scooter elettrico.

PROTESTE E REAZIONI

“Vienimi dietro, sono elettrica” è lo slogan del cartellone pubblicitario apparso in città, un 6x3 difficile da non notare che ritrae una ragazza in intimo, girata di spalle, a bordo di uno scooter elettrico.

Lo spot è indubbiamente di cattivo gusto e sui social sono divampate le critiche, seguite dall’hashtag #boicottiamolo. Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, è intervenuto diffidando l’azienda committente: “Abbiamo già inviato una segnalazione all’istituto di autodisciplina pubblicitaria affinché adotti tutti i provvedimenti di propria competenza. L’istituto ha infatti sottoscritto un codice di autodisciplina che consente di bloccare e far ritirare le campagne sessiste o offensive a un apposito organo giudicante, il giurì della pubblicità. Al tempo stesso stiamo procedendo a una diffida nei confronti dell’agenzia pubblicitaria”.

LA RISPOSTA

Intanto l’azienda responsabile si difende, affermando come la pubblicità faccia parte di una strategia comunicativa più ampia, e non sembra intenzionata a ritirare lo spot. Probabilmente si passerà alle vie legali e si porterà lo scontro in tribunale. La mobilitazione degli utenti social è stata veloce, importante e feroce. Il lato oscuro della faccenda è il consumato meccanismo delle piattaforme che dà molta visibilità ai post con numerose interazioni, per cui il nome dell’azienda continua a girare non “nonostante”, ma “grazie a” queste giustificate proteste.

Photo Meridionews

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