I frutti dell’acquisizione di Bimota da parte di Kawasaki iniziano a vedersi: da quando il Marchio nipponico ha rilevato il 49% della società italiana, ci si domandava quale fosse l’obiettivo, e la risposta non si è fatta attendere. Bimota è tra i pionieri dei sistemi di sterzo a mozzo centrale e tra i modelli che li adottano non si può non citare la Tesi, in commercio a partire dal 1990. Con l’acquisizione di Kawasaki, proprio la Tesi è stata riportata in auge nella sua nuova versione: Tesi H2, presentata a Eicma 2019.

BOZZETTI

Il sito inglese Bike Social è entrato in possesso di alcuni bozzetti depositati da Kawasaki e riguardanti un nuovo sistema di sospensione anteriore: si tratta di un forcellone anteriore monobraccio con mozzo sterzante interno, comando di sterzo meccanico, ammortizzatore orizzontale montato dietro la ruota e azionato tramite i leveraggi e il disco singolo. Un brevetto che riprende il layout della Tesi, ma lo reinterpreta notevolmente.

VANTAGGI

I vantaggi tecnici di questo sistema sono evidenti: le forze frenanti viaggiano dritte lungo il forcellone anteriore: questo permette che il telaio non sia sovradimensionato e che la sospensione si comprima evitando il beccheggio della moto, per una maggiore aderenza dell’avantreno in frenata.

ABBATTERE I COSTI

Uno svantaggio per questo sistema è però rappresentato dai costi molto alti. Il lavoro di Kawasaki mira infatti a contenerli, come si intende dalla domanda di brevetto. L’idea è di produrre questi sistemi includendoli in vari progetti, per una produzione più su larga scala che consentirebbe l’ammortamento dei costi.   

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