Una struttura poco appariscente, un capannone industriale con uffici come tanti altri, in una via defilata della Repubblica di San Marino. A passarci vicino, non penseresti mai che in quel luogo hanno preso, e prendono tuttora forma, alcune delle moto più belle e ammirate dagli appassionati di tutto il mondo.

Perché è proprio questa la missione che si cela dietro la sigla CRC: sedurre il pubblico delle due ruote, attraverso lo sviluppo di idee capaci di incarnare lospirito assoluto delle prestazioni motociclistiche più pure. Nel suo ventre sono germogliate icone senza tempo come Ducati 916, Monster, Cagiva Mito e MV Agusta F4. La storia vuole che Claudio Castiglioni abbia scovato l’attuale struttura durante uno dei suoi giri a bordo delle moto che venivano sviluppate lì vicino, nell’ex stabile dove si trovava quello che un tempo era ancora chiamato Centro Ricerche Cagiva. Ed è così che una ex fabbrica di gelato si è trasformata nella sede odierna del CRC – il cui nome è oggi Centro Ricerche Castiglioni – in un certo senso l’eredità lasciata da Claudio a quel mondo delle moto, che tanto gli ha dato e a cui tanto ha restituito.

MV AGUSTA: La fabbrica dei sogni

È qui che all’interno dei locali sviluppati su 2.500m2, in cui lavorano 23 tra ingegneri, designer e tecnici specializzati, vengono sviluppate tutte le MV Agusta che arrivano sul mercato, sia da un punto di vista strutturale, sia per quanto riguarda il design (motore escluso). Un luogo profondamente legato anche a un altro nome leggendario, quello di Massimo Tamburini, che per tantissimi anni ne ha tenuto il “timone creativo”. Un testimone oggi idealmente raccolto dall’inglese Adrian Morton, design director del Centro e “matita” talentuosa, che ci ha raccontato le dinamiche al suo interno, i progetti futuri e le difficoltà di un lavoro costantemente “under pressure”: perché le MV Agusta sono considerate tra le moto più belle al mondo e ogni nuova uscita non può tradire le aspettative.