Se ne stava parlando già a settembre, quando, da direttiva della Corte di Giustizia UE, si eliminava per le autoscuole il regime di esenzione IVA al 22% che si applicava alle tariffe per lezioni teoriche e di guida, per quel che riguardava le lezioni di patenti B e C1. Per le patenti A - quelle riferite alle due ruote - l'esenzione restava in vigore.

Da gennaio le cose sono cambiate anche per le moto

Da quanto si apprende dalle risposte date dalla Agenzia delle Entrate sul canale NetFisco del Sole 24 Ore: "La nuova formulazione dell'articolo 10, comma 1, n. 20), del Dpr 633 del 1972, discende dall'adeguamento dell'ordinamento interno alla normativa unionale come interpretata dalla Corte di giustizia Ue con la sentenza 14 marzo 2019, C-449/17. Secondo tale sentenza, ai fini dell'applicazione dell'esenzione Iva, la nozione di "insegnamento scolastico o universitario" non comprende l'insegnamento della guida automobilistica impartito da una scuola guida per l'ottenimento delle patenti delle categorie B e C1 in quanto trattasi di un insegnamento specialistico.

Al pari delle categorie B e C1, anche i corsi per l'ottenimento delle categorie delle patenti A, A1 e A2 rappresentano un insegnamento specialistico. Pertanto, a decorrere dal 1°gennaio 2020, anche i corsi per l'ottenimento delle patenti A, A1 e A2 devono considerarsi imponibili. Per completezza, si fa presente che gli anzidetti corsi non sono riconducibili nell'ambito della “formazione professionale”, intesa come attività volta all'acquisizione di conoscenze e competenze utilizzate esclusivamente o principalmente ai fini dell'attività professionale."

Ennesima stangata

Così, il già super martoriato settore delle due ruote, si vede arrivare un altro balzello che và a minare un equilibrio ad oggi decisamente precario. In un mercato in forte sofferenza da qualche stagione, e che solo recentemente ha iniziato a dare segni di risveglio, l'aumento del costo per il conseguimento della patente, seppure sia comunque minimo, và a colpire in gran parte i giovani aspiranti motociclisti. Quelli che ad oggi mancano in un settore che fatica (e tanto) nel ricambio generazionale che possa consentire di guardare al futuro con maggiore ottimismo.

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