Grandi ritorni. Da tempo sappiamo che qualcosa bolle in pentola per quel che riguarda il marchio Cagiva. Per il ritorno in scena della prestigiosa casa dell'Elefantino si guarda al settore dell'elettrico e nell'urban commuting, come confermato dalle parole di Timur Sardarov, AD di MV Agusta, rilasciate nel corso di una intervista che trovate sulle pagine della rivista InMoto in edicola in questi giorni e parlando, in questo caso, di progetti per quel che riguarda l'elettrico..

"Abbiamo in programma il rilancio nel segmento urban commuter - la parole di Sardarov - una fascia di mercato nuova che nell’industria motociclistica non ha contorni definiti, è un ambiente inedito".

"Stiamo ragionando - aggiunge - su quali modelli, come presentarli, quali clienti. La discussione sul mondo dell’elettrico è in atto e i primi risultati concreti li vedrete nel giro di un paio d’anni".

L'intervista completa a Timur Sardarov, dove si parla anche dei piani futuri di MV Agusta, la trovate sul numero di Febbraio di InMoto.

LA STORIA

Il marchio Cagiva si è affacciato sulla scena motociclistica italiana nel 1978, riscuotendo da subito un grande successo nelle gare su strada e fuoristrada. In particolare, si guadagnò una posizione di prestigio nel campo del motorsport negli anni 1990 e 1994, quando la Cagiva Elefant vinse il Rally Dakar.

Nel 1985, Cagiva acquistò la Ducati e produsse motocicli con il nome ‘Duc’, per poi acquistare i diritti anche di Moto Morini, Husqvarna e, nel 1991, MV Agusta. Quest’ultimo diventerà il marchio principale dopo la ristrutturazione della società, che ebbe luogo quando Cagiva vendette Ducati al Texas Pacific Group nel 1996.

Da allora, Cagiva è rimasta un marchio dormiente, con MV Agusta che detiene ancora marchi attivi in vari mercati per diversi nomi di modelli Cagiva come Mito, Elephant e SST.
Una prossima elettrica potrebbe attingere proprio da questi nomi.

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