Buone notizie in arrivo per gli utenti delle due ruote: la sicurezza sulle strade potrebbe verosimilmente aumentare, se continuerà la buona abitudine che è stata recentemente intrapresa da alcuni rappresentanti delle Forze dell’Ordine. E’ successo, infatti, che dopo un incidente, i vigili urbani abbiano chiesto agli automobilisti coinvolti – oltre alla patente e al libretto – anche lo smartphone, per controllare l'archivio di messaggi e di chiamate: se risulta che al momento dell'impatto il guidatore era impegnato in una conversazione o, peggio, stesse digitando un sms, possono scattare problemi seri

Con una innovativa circolare, la Polizia Municipale di Torino è stata la prima a stabilire che si può ordinare al conducente coinvolto in un incidente l’esibizione del telefonino per vedere se, in prossimità del momento dell'incidente, risultano telefonate, sms, chat, foto, video o post sui social network.

Il controllo - "Telefonate, messaggi su whatsapp, applicazioni aperte: lo smartphone registra tutti gli orari, così noi controlliamo se il conducente, in quel preciso momento, fosse distratto", ha spiegato al comandante della Polizia Municipale di Ravenna Andrea Giacomini al Resto del Carlino.

"Chi ha la coscienza a posto perché il cellulare non lo stava adoperando ce lo consegna senza problemi”, aggiunge Giacomini. “Chi invece ha qualcosa da nascondere, a volte si oppone e ci accusa di un abuso di potere. Ma non è così".

In caso di morti o feriti, le Forze dell'Ordine possono intervenire anche coattivamente"Il proprietario può rifiutarsi, ma se cerca di ostacolarci fisicamente mentre prendiamo il cellulare, allora scatta il reato di resistenza a pubblico ufficiale",  avverte Giacomini.

Le sanzioni - Secondo i dati sugli incidenti stradali divulgati dall’ISTAT, la guida distratta e il comportamento errato più frequente è una delle prime cause di incidente e il Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC) ha diffuso i dati che mostrano dove il 27% degli  incidenti automobilisti sono stati causati dall’uso del telefono cellulare mentre si guida.

Era stata prevista una linea dura nei confronti di chi usa il cellulare alla guida, ma la modifica dell’articolo 173 del Codice della Strada (che prevedeva la sospensione della patente alla prima violazione e non alla seconda nei due anni, come avviene ora) è stata stralciata dal provvedimento di modifica del CdS in discussione alla Commissione Trasporti della Camera.

Attualmente la sanzione prevista per chi trasgredisce questo divieto è quella del pagamento di una somma compresa tra i 160 e i 646 euro; si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio. È prevista anche la decurtazione di cinque punti dalla patente.

Ma il sequestro del cellulare – o quanto meno il suo controllo – appare essere un deterrente migliore. Con la speranza che le strade tornino ad essere più sicure anche per gli utenti delle due ruote.