Il mondiale Superbike è pronto a ripartire dal circuito di Phillip Island: dal 23 al 25 febbraio la pista australiana ospita infatti il primo round della stagione. Una tradizione, ormai, considerando che si tratta del decimo anno che questa pista tiene a battesimo l’apertura del campionato. Il circuito è sede delle gare del Mondiale Superbike dal 1990 e con 53 gare è la pista più utilizzata del Mondiale Superbike nonché l’unica dell’emisfero australe.

La collocazione della gara in febbraio garantisce ai piloti temperature superiori a quelle che toccheranno alla MotoGP. Nel 2015 le gare si sono disputate con 30 e 31 gradi, nel 2016 con 22 gradi e l’anno scorso Gara 2 con 24 gradi. La temperatura dell’asfalto nell’ultimo triennio non è mai scesa sotto i 36 gradi, arrivando a punte di 44 gradi.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 16 piloti del Mondiale Superbike, il Phillip Island Grand Prix Circuit è in assoluto il circuito meno impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 1, eguagliato solo dalla pista di Assen.

L’IMPEGNO DEI FRENI – Brembo ha raccolto e diffuso una serie interessante di dati sull’utilizzo dei freni sul circuito. I 4.445 metri della pista si snodano su 12 curve. I piloti fanno ricorso ai freni 7 volte ogni giro, numero che fanno segnare anche il Chang International Circuit e Donington Park Circuit. In Australia però il tempo complessivo di frenata è di 20 secondi al giro, a fronte dei 25 secondi della pista inglese e dei 26 secondi della pista tailandese.

Dal semaforo alla bandiera a scacchi i freni sono usati per poco meno di 7 minuti e mezzo e ciò evita il rischio di surriscaldamenti indesiderati.  Particolarmente contenuta è anche la decelerazione media: soli 1,06 g. Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora i 6 quintali, equivalenti al peso di circa 51 koala maschi.

LE FRENATE PIÙ IMPEGNATIVE - Delle sette frenate del Circuit Phillip Island Grand Prix nessuna è considerata altamente impegnativa per i freni mentre sei sono di media difficoltà e una è light.

La prima curva è la più impegnativa per l’impianto frenante, nonostante il ricorso ai freni sia contenuto a soli 2,6 secondi. Le moto vi arrivano dopo aver toccato la velocità massima del Mondiale Superbike: 312 km/h. Per scendere a 198 km/h le moto hanno bisogno di 173 metri, cioè una decina di metri in meno della lunghezza della Opera House di Sydney.

Meno stressante è invece la frenata alla curva 4 perché le moto perdono due terzi della loro velocità: da 226 km/h a 66 km/h. La frenata si protrae per 4,4 secondi perché la decelerazione è meno intensa (solo 1,1 g) anche se il carico sulla leva è di 5 kg e dura per 168 metri. Cinque kg di carico sulla leva sono necessari anche per la staccata alla curva numero 10: la velocità di partenza è però più bassa, solo 164 km/h, e ciò spiega i “soli” 109 metri e 3,5 secondi della frenata.

LE PRESTAZIONI DI BREMBO - Nel 2017 le moto con freni Brembo hanno ottenuto la pole position e conquistato la vittoria in entrambe le gare di Phillip Island con Jonathan Rea. In Gara1, al sabato, tutte le prime 10 moto al traguardo avevano freni Brembo mentre in Gara 2 Brembo si è garantita le prime 11 posizioni.

In sette campionati i piloti che usavano i freni Brembo hanno realizzato la doppietta a Phillip Island e vinto il Mondiale: Neil Hodgson nel 2003, Troy Corser nel 2005, Troy Bayliss nel 2006 e 2008, Carlos Checa nel 2011 e Jonathan Rea nel 2016 e 2017.