La 28° edizione dell’Euroraduno attende tutti i Lambretta Club del vecchio Continente dal 1° al 4 giugno all’autodromo di Adria, in provincia di Rovigo, per festeggiare in Italia i 70 anni dalla nascita della prima Lambretta, la “M”, poi denominata “A” quando nacque la successiva “B”.

Organizzato dal Lambretta Club d’Italia, il sodalizio che nel nostro Paese riunisce quasi 3.000 soci e più di 20.000 Lambrette (tutte perfettamente conservate), il raduno di Adria, che attraverserà le più belle località del Delta del Po, vedrà la partecipazione di ben 1.800 lambrettisti: appassionati proprietari provenienti non solo dall’Europa (768 italiani, 649 inglesi, 51 svizzeri, 46 scozzesi, 39 austriaci e 39 polacchi, 28 irlandesi, 22 belgi, ecc.) ma fra gli altri anche in 27 dagli Stati Uniti, in 5 dall’Australia, 1 dal Brasile e 2 dal Vietnam. La parte del leone fra gli italiani la fa il Lambretta Club Triveneto con 128 iscritti, seguito dal Friuli con 83 e dal Lazio con 60.

Il Lambretta Club d’Italia ha come scopo la tutela e la diffusione del glorioso patrimonio storico della Lambretta Innocenti attraverso la conservazione, la manutenzione e il censimento degli scooter, la tutela di attività sportive, ricreative e culturali che vedono la Lambretta protagonista, oltre ad assistere i propri soci nella gestione amministrativa dei loro scooter.

LA STORIA - La Lambretta nacque nell’autunno del 1947 a Lambrate, nella periferia di Milano (da cui prese il nome) dall’intuizione di Ferdinando Innocenti, imprenditore nel settore dei tubi in acciaio per i ponteggi, che fece creare dagli ingegneri Pierluigi Torre e Cesare Pallavicino uno scooter che avrebbe motorizzato, assieme alla temibile rivale Vespa, tanti italiani alla ricerca di un mezzo di locomozione solido ed economico.

La Lambretta ebbe subito un grande successo: venne prodotta in vari modelli (anche motofurgoni) per circa 25 anni e costruita su licenza anche in Brasile, Argentina, Cile, Colombia, Indonesia, Pakistan, Turchia, Spagna e persino India, dove la SIL la produsse addirittura sino al 1997, avendo rilevato dall’Innocenti le linee di montaggio. Dopo l’incredibile successo e molte traversie l’Innocenti, che come è noto produsse anche automobili fra cui la celeberrima Mini Minor, chiuse i battenti nel 1971, ma decine di migliaia di Lambrette ancora oggi percorrono le strade di tutto il mondo, custodite e curate gelosamente dai loro proprietari, che formano le decine di Lambretta Club esistenti nel mondo.

ESEMPLARI RARI - Alla quattro giorni del raduno europeo di Adria arriveranno alcune Lambrette storiche, fra cui la “Siluro” da record di velocità e la celebre Lambretta d150 di Cesare Battaglini, conosciuto come il più grande lambrettista di tutti i tempi, passato alla storia per i suoi incredibili viaggi nei posti più sperduti del mondo in sella alla sua fidata Lambretta. Nell’autodromo di Adria, base del raduno, i Lambretta Club regionali italiani offriranno ai partecipanti le specialità gastronomiche delle loro terre, mentre non mancheranno stand per la vendita di gadget e altri specializzati nell’offerta di ricambi, a volte introvabili, oltre all’esibizione di band musicali, a manifestazioni di regolarità a cronometro in pista, al concorso d’eleganza, alla presentazione della Nuova Lambretta e all’esibizione di piloti professionisti in sella a Lambrette elaborate per le competizioni.

Il programma per i lambrettisti iscritti prevede anche singolari gite nel territorio circostante del Polesine, con puntate a Venezia, Chioggia, Cavarzere, Rosolina e Loreo e nelle oasi naturali del Delta del Po.

C’E’ ANCHE IL FRANCOBOLLO - I 70 anni della Lambretta verranno festeggiati in modo particolare grazie ad un francobollo speciale, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico e distribuito dalle Poste Italiane che, assieme ad una cartolina specifica preparata per l’occasione e ricavata da una locandina originale degli anni ‘50, i partecipanti al raduno potranno trovare venerdì 3 giugno ad Adria assieme al carismatico “annullo postale primo giorno”: un evento che da solo aiuta a comprendere l’importanza e la immutata grandezza della Lambretta nel tempo.

Qui il programma dettagliato.