Vespa rivive nella collezione di Marco Fumagalli, che è arrivato quest’anno al Motor Show di Bologna. E con la riproduzione di uno stand del brand del 1950.

Progettato dall’ingegner Corrado D’Ascanio nell’aprile del ’46 e subito messa in produzione da Enrico Piaggio, questo scooter non ha più lasciato la scena, diventando non solo il veicolo a due ruote più famoso al mondo, ma anche uno degli oggetti dal design industriale più riuscito di tutti i tempi tanto da essere presente nelle collezioni di prestigiosi musei come il MoMa di New York.

A Marco Fumagalli, quarantenne brianzolo di Seregno, la passione del collezionista risale al 1999, quando cominciò ad appassionarsi della Vespa e anche della sua storia. Oggi possiede ben 130 esemplari catalogati e decine di altri che attendono di essere restaurati, oltre a tanto materiale fotografico e pubblicitario. Non mancano le curiosità come i modelli militari con cannone senza rinculo realizzati nel 1952 per le forze armate francesi.

 “Nel 1991 i miei mi avevano regalarono un vespino come premio perché avevo accettato di non passare le notti in discoteca… A dire il vero non era il genere di moto che volevo, ma usandolo ho cominciato ad apprezzarlo e ho finito per non separarmene più”, dice Marco Fumagalli. Non ho mai nascosto che l’arte mi ha letteralmente salvato la vita e solo in seguito è diventata il mio lavoro. Fu proprio per quella forza e spinta ricevute esternando e mettendo su tela colore e materia, insieme alla successiva consapevolezza di riuscire anche a suscitare emozioni attirando si, gli appassionati d’arte e collezionisti ma anche i non appassionati che si dichiaravano stupiti dal non essere intenditori ma colpiti ed emozionati dalle mie opere. Questa cosa era ed è ancora magnifica per me perché continua a succedere di vivere con le mostre inserire in contesti diversi da quelli strettamente correlati all’arte, come l’esempio della fiera di auto d’epoca, del Museo Piaggio o del Fuorisalone”.