di Riccardo Piergentili AL Salone di Milano 2015 ne vedremo delle belle. L'EICMA si sta avvicinando e categoria, per categoria, faremo una prima analisi delle moto che saranno sveltate ma anche di quelle che molti si sarebbero aspettati di vedere ma che non ci saranno. Iniziamo dalle supersportive. Il 2016, come il 2015 (anno in cui sono state presentate la RSV4 RF, la BMW S 1000 RR, le Ducati 1299 Panigale S e Panigale R, la Yamaha YZF-R1 e la Honda RC213V-S), sarà un altro anno in cui le moto dotate di semimanubri e di carene iper aerodinamiche cattureranno l'attenzione. Saranno anche esagerate, non per tutti, perché costose ed impegnative da gestire, a causa della loro incredibile potenza, però hanno tanto fascino e tecnologia. Questo è indiscutibile. INIZIAMO da quella che... non ci sarà. Ovvero la Honda CBR1000RR (sotto, la versione attualmente in commercio), dietro la quale si nasconde uno dei più grandi misteri della "produzione contemporanea". La Fireblade è stata una delle moto che negli anni '90 ha contribuito a creare il mito della moto supersporiva. Era adatta all'uso su strada e negli anni non ha perso questa sua caratteristica. Non è mai stata la sportiva più estrema ma una di quelle più versatili. Nel 2014, ad EICMA, Shinji Aoyama aveva rilasciato un’intervista esclusiva a Motosprint. Aoyama, che è il capo dell’R&D Giappone, aveva dichiarato che la Honda stava lavorando ad una nuova supersportiva (l’erede della Fireblade), che avrebbe montato un inedito motore V4. Nulla a che vedere con quello della RC213V-S (la MotoGP stradale, sopra, in apertura), che resterà una bandiera tecnologica, una vetrina attraverso la quale il colosso nipponico vuole mostrare di che cosa è capace. Quindi, i "contenuti" della RC213V-S resteranno un'esclusiva della RC213V-S. Aoyama aveva aggiunto che la Honda, in parallelo a questa nuova V4, stava sviluppando una inedita CBR1000RR dotata di un quattro cilindri in linea ed anche un terzo progetto (probabilmente un tre cilindri in linea, che però, molto probabilmente era e reserà un esperimento ndr). Lo scorso anno il progetto V4 era quello che aveva più possibilità di essere messo in produzione. Oggi la situazione sembra leggermente cambiata. La Honda, infatti, sta cercando di capire se è davvero necessario investire tanti soldi in un settore che commercialmente, a livello globale, non genera volumi di vendita interessanti (almeno, non per la Honda). Inoltre, c'è anche da dire che l'attuale Fireblade, pur non essendo la moto più evoluta della sua categoria, è ancora apprezzata, forse anche perché ormai costa abbastanza meno delle sue competitor. Questo è un dato che alla Honda non è sfuggito: anche nel settore delle supersportive, il prezzo d'acquisto è determinante e ci sono ancora molti utenti che sono disposti a rinunciare alla tecnologia (spendendo meno) pur di salire in sella. Insomma, la nuova Fireblade non arriverà quest’anno e non è scontato che, quando arriverà, sarà la moto rivoluzionaria che tutti si aspettano. C’è questa possibilità ma se il mercato delle supersportive non si riprenderà davvero, la Honda potrebbe anche industrializzare una nuova sportiva stradale, facile, meno costosa delle altre, non estrema ma caratterizzata da un ottimo rapporto qualità prezzo. Honda Fireblade SP UNA delle più interessanti novità della Suzuki ad EICMA sarà la Suzuki GSX-R 1000 (sotto, la versione attualmente in commercio). La strategia della Casa di Hamamatsu è stata chiara fin dallo scorso anno, quando al più importante Salone della produzione è stata svelata la MotoGP, la cui sigla, GSX-RR, ha molto in comune con quella delle supersportive di serie, le GSX-R, che sono sempre state delle moto nate per l’uso in pista. Nella seconda metà degli anni ‘90 la GSX-R 750 faceva paura sia alle grosse bicilindriche, sia alle quadricilindriche 1000 come la R1 (prima versione). Poi, nel 2001, con l’arrivo della GSX-R 1000, Suzuki ha dominato la scena per anni. Oggi la GSX-R 1000 è considerata una valida moto stradale, con la quale si può anche girare in circuito. Una moto che ha nel rapporto qualità/prezzo il suo punto di forza. A Suzuki questo non basta e presto vedremo la nuova GSX-R 1000, che dovrebbe ispirarsi alla GSX-RR. Secondo le indiscrezioni ci saranno una potenza di circa 200 CV, un’elettronica di primissimo livello e addirittura la fasatura variabile delle distribuzione, una tecnologia oggi non presente sulle supersportive di serie. La nuova GSX-R 1000 è ancora “work in progress” ma la vedremo all'EICMA, anche se potrebbe essere disponibile a 2016 inoltrato. Suzuki GSX-R 1000 C'È poi la Kawasaki. La nuova Ninja non taglierà i ponti col passato, anzi, sarà un’evoluzione dell’attuale modello, che ha rappresentato la base di partenza delle nuove race replica di Akashi. L’attuale ZX-10R (sotto), infatti, ha mandato in pensione il vecchio progetto, che aveva i cilindri poco inclinati in avanti, la frizione montata in basso ed il forcellone corto. L’attuale ZX-10R ha dimostrato nel mondiale SBK di essere un progetto sano, però, sulla versione di serie manca un’elettronica di alto livello, senza la quale non è possibile competere con le rivali, che ormai montano evolutissimi traction control, abbinati a piattaforme inerziali e software di derivazione racing. Inoltre alla ZX-10R manca un pizzico di potenza, soprattutto ai medi regimi. Probabilmente saranno queste le aree in cui vedremo delle novità, perché a livello ciclistico la maxi Ninja funziona molto bene. Inoltre la ZX-10R costa meno rispetto alla concorrenza. Per questi motivi molti piloti l’hanno scelta per gareggiare nei campionati nazionali, dove, pur non avendo l’elettronica delle migliori concorrenti, riesce ancora a togliersi delle belle soddisfazioni. Kawasaki ZX-10R L'ALTRA novità arriverà da Schiranna e si chiama F4 (sotto, la versione RC attualmente in commercio). Il suo arrivo era nell’aria, perché l’attuale quattro cilindri varesina è un progetto giunto alla fine del suo ciclo vitale. La MV Agusta, pur essendo un’azienda di piccole dimensioni, con la F3 ha dimostrato di poter realizzare una moto sportiva in grado di giocarsela con le prime della classe. In Supersport, però, le moto giapponesi hanno qualche anno sulle spalle, quindi il compito della Casa varesina era più semplice. Nel segmento delle maxi, invece, tutti stanno investendo tantissimo, pertanto il livello di competitività è più alto. Sarà interessante capire se la MV Agusta sarà in grado di ritagliarsi il suo spazio. Per farlo era necessario riprogettare il motore. È stato fatto, però bisognerà capire se il nuovo propulsore cambierà a sufficienza. La F4, infatti, è in parte “schiava” del suo layout e del suo design e se dal punto di vista del marketing questo rappresenta un vantaggio, tecnicamente potrebbe essere un limite. MV Agusta F4 INFINE non bisogna scordarsi della KTM, la quale ha annunciato che produrrà una costosissima supersportiva stradale che deriverà dalla MotoGP. Non è ancora chiaro quando la Casa austriaca farà vedere questi prototipi. Salvo colpi di scena non ad EICMA 2015.