DOPO oltre sessant’anni di attività la Marzocchi chiuderà. Almeno, chiuderà la Marzocchi che conosciamo, ovvero l'azienda bolognese specializzata nella produzione di forcelle per le moto e per le mountain bike. La Marzocchi chiuderà, lasciando 94 operai senza lavoro, perché la sua attuale proprietaria, la Tenneco (multinazionale americana che non si occupa solo di sospensioni) ha deciso che l'azienda di Zola Predona (BO) non è più strategica, non è più in grado di realizzare utili e non lo sarà neppure in futuro. STORIA RECENTE - La Marzocchi è stata acquistata sette anni fa (2008) dalla Tenneco, un colosso che vale 8,4 miliardi di dollari (fatturato nel 2014) ed ha circa 29 mila dipendenti. Va detto che l'acquisizione da parte della Tenneco salvò la Marzocchi, che era sull'orlo del fallimento. In questi anni, però, non ci sono stati segni di ripresa (ed a dire il vero neppure molti investimenti per sviluppare tecnologie) e la multinazionale americana, ha prima (due anni fa) fatto ricorso agli ammortizzatori sociali ed ora ha deciso di di scrivere la parola fine a questa avventura industriale. ECCELLENZA TECNICA - Nel periodo in cui la Marzocchi guadagnava denaro, fatturava dai 40 ai 50 milioni di euro nel settore moto e dai 20 ai 25 milioni di euro nel settore bici. L'azienda bolognese ha sempre realizzato prodotti eccellenti, pur rimanendo un marchio da "appassionati". In sostanza, la Marzocchi non ha mai avuto un brand (pur avendo degli ottimi prodotti) in grado di competere con i marchi più famosi del settore. Per questo motivo la Marzocchi, nel mercato del primo equipaggiamento, ha dovuto offrire sospensioni di elevata qualità ad un prezzo contenuto; sinonimo di margini bassi. Inoltre, negli ultimi anni le vendite delle moto sono crollate (attualmente la Marzocchi fattura circa 18 milioni di euro nel settore moto e circa 6 milioni di euro nel settore Mountain bike) e l'offerta asiatica di lavorazioni a basso costo ha di fatto chiuso il mercato delle lavorazioni conto terzi. Il colpo di grazia. IL FUTURO - La Marzocchi è fornitore di diverse aziende moto, tra cui BMW, Ducati, Harley Davidson, MV Agusta e Piaggio. Quello che accadrà a fine anno sembra abbastanza scontato. Probabilmente per gli operai scatterà la mobilità e l'azienda chiuderà. C'è però una speranza, che ha un nome ed un cognome: Floris Vanzetto di VRM, altra realtà produttiva di Zola Predosa, operante nel settore automotive. Vanzetti potrebbe essere interessato a rilevare una Marzocchi "asciugata" della forza lavoro. L'imprenditore bolognese, sfruttando le attrezzature che Marzocchi possiede ed i contatti ed i buoni rapporti con i costruttori moto, potrebbe rilanciare l'azienda, assumendo solo il personale indispensabile a garantire una ripartenza. Il problema è che Marzocchi non potrà più continuare ad offrire eccellenti prodotti di primo equipaggiamento a prezzi bassi. BMW, Ducati, Harley Davidson, MV Agusta e Piaggio saranno disposti a spendere di più per avere sospensioni Marzocchi? Se la risposta a questa domanda sarà sì, potrebbe esserci un futuro. Riccardo Piergentili