Il suo trionfo era nell’aria. Stiamo parlando della Ducati Scrambler, che, analizzando le immatricolazioni Italia (gennaio - giugno 2015), risulta essere il tredicesimo veicolo più venduto ed ha raggiunto il terzo posto nella classifica riservata alla moto (quindi scooter esclusi). Meglio di lei hanno fatto solo sua maestà la BMW R 1200 GS e la Honda NC750X, ovvero le regine del mercato 2014, che anche nel 2015 stanno dimostrando di essere le preferite del pubblico. Il successo della Scrambler non sorprende. Perché è piaciuta sin dal suo debutto, avvenuto ad EICMA 2014, perché riprende lo stile ed i concetti delle vecchie Ducati Scrambler, che gli appassionati di due ruote ricordano sempre con piacere, e perché costa il giusto: quanto basta da risultare accessibile a molti, senza essere considerata “povera”. Si parte da 8340 euro chiavi in mano. Stiamo parlando della versione Icon, la base, che a nostro gusto è anche la più bella e stilisticamente equilibrata. Tradotto, basta ed avanza. La Ducati Scrambler arriva sul mercato al momento giusto. Perché oggi le moto stradali dall’aspetto off road piacciono (non a caso, anche la R 1200 GS e la NC750X hanno un’impostazione fuoristradistica) e perché nell’aria si respira voglia di Scrambler, intesa come categoria, non solo come veicolo. Scrambler, infatti, è sinonimo di versatilità, di essenzialità senza rinunciare al gusto. Oggi è anche sinonimo di moda, come dimostrano le numerose special che vengono allestite partendo dalle vecchie monocilindriche da enduro. Nel segmento Scrambler, fino ad oggi Triumph, Moto Guzzi (ed in parte Moto Morini) avevano fatto la voce grossa, con dei prodotti validi, validissmi, perché ricchi di fascino. Fascino che andava pagato, caro: oltre 10.000 euro, per iniziare a giocare. Ducati si è inserita benissimo nel segmento delle Scrambler e molto probabilmente è piaciuta a tutti quei clienti che stavano aspettando un prodotto da 8000 euro e “spicci”. La Ducati Scrambler non deve essere considerata l’ultimo colpo di scena del film ma l’inizio del secondo tempo. Grazie alla Scrambler, nel 2015 Ducati potrebbe raggiungere l’ambizioso traguardo delle 60.000 immatricolazioni nel mondo, però va aggiunto che, molto presto, anche i colossi giapponesi si affacceranno in questo segmento e lo faranno con prodotti dall’eccezionale rapporto qualità/prezzo, che quindi potrebbero diventare delle valide alternative alla proposta Ducati. Insomma, la guerra è appena iniziata. Ad EICMA 2015 ne vedremo delle belle, anche se è cambiato il concetto di bella: prima le supersportive, poi le naked, le crossover ed ora le Scrambler. Sempre meno cavalli, sempre meno carene. I gusti del pubblico sono radicalmente cambiati... Riccardo Piergentili