Lo scorso anno sono stati rubati in Italia 42.529 mezzi su due ruote contro i 38.783 del 2010 (+10%). Quindi ogni giorno vengono rubati oltre 116 motocicli, quasi 5 ogni ora. Scarsa è la possibilità di recuperare la moto: nel 2013 dei 42.529 motoveicoli rubati ne sono stati recuperati solo 12.525; degli altri 30.000 si sono perse le traccie. Questi i dati che emergono dal ''Dossier sui Furti di Motoveicoli 2014'', elaborato da LoJack Italia sui i dati forniti dal Ministero dell'Interno e che li integra con quelli provenienti dalle proprie elaborazioni e report sul fenomeno. Nel 2013 l'industria dei furti di moto sembra aver trovato nuove risorse per alimentarsi grazie alla stretta morsa della crisi sempre più acuta con indici di disoccupazione giovanile che superano il 40%, al crescente interesse delle organizzazioni criminali internazionali per questo redditizio business e alla diffusione di tecniche e modalità criminali sempre più ingegnose e facilmente disponibili e che sfruttano tecnologie avanzate. Mentre i furti d'auto sono in leggera contrazione negli ultimi anni, l'attenzione della criminalità per le moto sembra essere quindi in forte rialzo. Sul gradino più alto del podio delle Regioni più colpite troviamo come il Lazio, con 9.653 furti, seguito dalla Campania (6.949 furti) e dalla Lombardia (6.793 furti). Completa il quadro delle Regioni con il ''bollino rosso'' la Sicilia con 6.382 furti. Tra le aree di maggiore interesse troviamo la Liguria (3.073) e la Toscana (1.988). Da sole, queste sei Regioni concentrano 34.838 episodi criminali (oltre l'80% del dato nazionale) e in tutte (ad eccezione del solo Lazio) il fenomeno appare in crescita. ''La costante contrazione dei recuperi di moto rubate” ha osservato Maurizio Iperti, amministratore delegato di LoJack Italia, “conferma la pericolosità di questa piaga sociale che vede l'Italia ai primi posti a livello europeo''. A livello nazionale l'attività dei ladri di moto si connota diversamente a seconda delle aree geografiche di riferimento: al Nord sono particolarmente attive le bande nomadi che rubano le moto, spesso caricandole su furgoncini, per poi rivenderle intere o a pezzi; a Roma, e nell'Italia centrale, i furti alimentano un mercato internazionale (che viaggia su nave o all'interno di grandi camion) di moto rubate dirette verso i Paesi dell'Est; nelle Regioni meridionali i furti avvengono in modo più tradizionale, tramite effrazione, e a Napoli vengono messi a segno per compiere altri reati o per rivendita. Un nuovo allarme riguarda i possessori di moto in Sicilia,  presi d'assalto da bande criminali ben organizzate che sostengono un vero e proprio mercato dei pezzi di ricambio.