Emiliano Malagoli, pilota motociclista disabile, amputato alla gamba destra per un incidente in moto, ha dato avvio ad una serie di incontri con gli studenti delle scuole medie e superiori per portare in classe la propria esperienza di motociclista-utente della strada e per incentivare i ragazzi a reagire con energia davanti alle difficoltà. Nell'incontro all'istituto Comprensivo Mastroianni di Roma Emiliano ha incontrato oltre un centinaio di studenti fra gli 11 e i 14 anni e ha esordito con un video sulla sicurezza stradale, che porta come testimonial il pluricampione del mondo Mick Doohan, nel quale si vedono i piloti della MotoGP correre in una pista circondata da ostacoli (alberi, panchine, ecc.), per dimostrare che in caso di scivolata in città, questi ultimi si potrebbero rivelare fatali anche per i campionissimi. Malagoli ha fatto riflettere i ragazzi su alcuni dati. «Viaggiando ad una velocità di 50 km/h, che a voi sembra bassa», ha detto, «si percorrono quasi 14 metri in un secondo. E un secondo è circa il tempo di reazione che può avere ciascuno di noi. A volte non ci sono 14 metri liberi a disposizione davanti a noi perché la strada non è una pista… Sarebbe come buttarsi dal terzo piano: anche con il casco e le protezioni da pista non lo fareste mai… Quindi, pensateci bene prima di rischiare e di buttar via la vostra vita in un secondo». In classe anche la tuta da gara messa a disposizione dal pilota del motomondiale Alex De Angelis, per illustrare ai ragazzi l’importanza delle protezioni; nonché guanti, paraschiena e alcuni caschi, per sensibilizzare i ragazzi alla scelta di uno integrale rispetto ad uno aperto. Malagoli ha poi mostrato un proprio video, con le sue immagini di gara e nei box, dalle quali i ragazzi, verso la fine della «lezione», hanno appreso che il loro istruttore era privo di una gamba. Soltanto negli ultimi minuti, infatti, il presidente della Onlus ha rivelato agli studenti che il «disabile» che i loro insegnanti avevano annunciato, era la persona che li stava intrattenendo da oltre un’ora, suscitando enorme sorpresa e ammirazione nella giovane platea. Positivo il riscontro degli insegnanti: «Il messaggio ricevuto è stato molto penetrante, nonostante la delicatezza con cui è stato condotto il discorso», ha detto Susanna Mazzarini, professoressa di italiano dell’Istituto Mastroianni. «I ragazzi della mia classe sono stati molto contenti di aver avuto quest'occasione perché la concretezza delle esperienze dirette è sempre migliore di tanti discorsi educativi astratti. Erano davvero commossi. E’ stato significativo anche il senso generale del non arrendersi mai di fronte a niente; ce n’è bisogno perché oggi le difficoltà familiari e relazionali in generale sono tante e varie».