La osservi e non puoi fare a meno di provare curiosità, perché in lei sono sapientemente mixati una meccanica moderna (quella della MV Agusta Brutale 1090) e un design old style, caratterizzato da maggiori volumi, grafiche rètro e cerchi a raggi di indiscussa bellezza. Sali in sella e ti accorgi che il nuovo serbatoio, che ha preso il posto di quello stretto e tondeggiante sviluppato da MV Agusta, è più grosso. Stringerlo tra le gambe è più complicato (e doloroso, considerando gli spigoli vivi...) ma anche più appagante. La posizione di guida è identica ma di fatto non lo è, perché col nuovo serbatoio e con la sella dall’imbottitura minimalista cambia tutto. In staccata, in fase d’inserimento in curva e nei cambi di direzione sembra di essere alla guida di una moto più “stabilotta”. Il motore è sempre... Brutale! Ma ora la sua forza è abbinata ad un rombo rabbioso, che proviene da un impianto di scarico minimalista. Ogni volta che si spalanca il gas un brivido attraversa la schiena e raggiunge il cervello. Mentre la ruota anteriore decolla, è possibile ascoltare tante sfumature sonore. Sono trascorsi solo pochi decimi di secondo in rettilineo ma... si è già soddisfatti! Poi arriva il momento di staccare. Basta sfiorare la leva posizionata sul manubrio, a destra e... improvvisamente i muscoli del collo sono chiamati a fare gli straordinari. La Magni Storia, esattamente come la Brutale 1090, è molto rigida. Quando il fondo è in buone condizioni, la precisione direzionale abbonda e si fatica a trovare il limite. Sullo sconnesso, però, bisogna guidare con attenzione, senza esagerare, soprattutto nella prima fase della discesa in piega. Insomma, la Magni Storia, esattamente come la MV Agusta Brutale 1090, trasmette emozioni... con un retrogusto rètro che non guasta. _MC45362