Dell’epopea delle Dakar africane si ricorda ormai quasi tutto, così come dei piloti e delle moto che ne animarono quelle edizioni, ma ci sono tante piccole grandi storie che, per varie ragioni, sono rimaste un po’ in second’ordine e spesso non sono arrivate al grande pubblico. Io stesso, che pure seguivo le telecronache e già dall’86, giravo per sterrati con una Yamaha XT 550, e poi con una Honda Dominator, ricordavo di aver visto delle Honda Africa Twin preparate per affrontare i deserti, con serbatoi supplementari e quant’altro, ma davo per scontato che si trattasse di preparazioni artigianali, nel migliore dei casi pregevoli opere di Boano, pilota e preparatore delle Africa Twin, o “African Queens”.

COSÌ, QUANDO NELL’AGOSTO 2008 MI IMBATTEI, sfogliando le pagine del forum di Africa Twin Triveneto, nella segnalazione di un modello particolare di Africa Twin chiamato Marathon, cascai un po’ dalle nuvole. Il link portava a un’asta sul web che era però ormai in scadenza, ma mi salvai la pagina e la moto non venne aggiudicata. Seguirono frenetiche ricerche, scoprendo qualche informazione in francese su una operazione messa in piedi da Honda France per la 11° edizione della Paris-Dakar, quella dell’89.

IN EFFETTI, un po’ come marketing per promuovere la nuovissima Africa Twin 650, presentata a fine ’87 al Salone di Parigi, ma anche per sopperire in qualche modo al ritiro delle Honda NXR ufficiali dai Rally (dopo 4 vittorie alla Dakar), in occasione della edizione ’89 la Honda France, tramite il direttore Jean Louis Guillot, lanciò nell’autunno ’88 l’operazione “50 Africa Twin a Dakar”. Venne fatta una prima selezione tra 150 candidati e ne vennero scelti 50 a cui furono affidati altrettanti esemplari di Africa Twin 650 particolarmente curate per correre nella categoria “Marathon”, aperta per l’appunto a moto derivate dalla serie e adattate alla gara seguendo un apposito regolamento. Nel frattempo venne preparata la moto, una Africa Twin RD03 650 già quasi definitiva che fece un’ottima figura al Pharaons Rallye 1988 nelle mani di Joel Daures (che aveva corso l’ultima Dakar con la NXR).

49 MOTO PARTIRONO QUINDI PER L’UNDICESIMA DAKAR; l’alsaziano Heintz vide infatti la sua partecipazione annullata qualche giorno prima della partenza, quando moto ed equipaggiamento Honda France erano già stati acquistati, perché le autorità libiche non accettarono il suo ingresso nel Paese in quanto appartenente all’esercito francese. Tra i partenti anche una giovanissima crossista francese, Maryline Lacombe, ma anche un italiano (Roberto Boano) e alcuni piloti di altre nazionalità (Spagna, Inghilterra, Senegal).

I NUMERI DI SERIE DI TELAIO E MOTORE di queste 50 moto (in realtà sembra 4-5 di più) cominciavano per 5 come sulle RD03 standard, ma venne utilizzato un apposito range di numeri all’interno della produzione di serie, e questo permette con una certa sicurezza di identificarle a posteriori. Normalmente per la Dakar un certo numero di parti della moto venivano punzonate e numerate con lo stesso numero di gara del pilota, per evitare che venissero impiegati ricambi non autorizzati, ma a fine gara, quelle in cattive condizioni una volta rientrate in Francia, vennero disassemblate e vendute come RD03 di serie. Altre invece furono acquistate dai piloti che vi avevano corso, infine diverse rimasero in Africa. L’operazione ebbe un certo successo: 18 Africa Twin conclusero la gara e Patrice Toussaint (16° assoluto) e Patrick Sireyjol (appena dietro di lui) finirono ai primi due posti della classe Marathon, con il nostro Roberto Boano 4° di categoria.