Scelta controcorrente. A metà anni '80 il mercato delle 125 era ormai come la caldera di un vulcano in eruzione. Le novità arrivavano a getto continuo e le proposte dedicate ai sedicenni del periodo diventavano sempre più raffinate e tecnologiche. Oltre che tremandamente efficaci da un punto di vista prestazionale. La musa ispiratrice per quel genere di mezzi arrivava dalle corse e le carene, oltre che le ciclistiche ed i propulsori, esprimevano la parantela con la "sorelle" da GP sempre più stretta. Honda aveva dalla sua la splendida NS 125 R, carenata, ispirata alla 3 cilindri NS 500 che arrivava in seguito alla versione F, scarenata presentata nel 1984, ma non una vera naked in senso stretto. Oggi la chiameremmo così, ma al periodo era l'espressione della moto sportiva.

La vera "rivoluzione" Honda arrivò nel 1988

Con la presentazione della NSR 125 F la "nuda" di Honda Italia fece un deciso balzo verso le vette tecnologiche delle più raffinate rece replica, a cui però contrapponeva lo stile "naked". La moto era bella, decisamente, potente, grazie al motore da 31 CV (dichiarati) e tecnologica, con grande protagonista il monumentale telaio in alluminio Alcast, una struttura realizzata in due gusci pressofusi ed imbullonati, diventata pietra miliare nel campo della telaistica. La carrozzeria vedeva uno stile decisamente sportivo sottolineato da un codone che puntava in alto e con il gruppo ottico posteriore sdoppiato.

La NSR 125 F portava in dote, inoltre, un gruppo termico nuovo rispetto alla NS, con cilindro dotato di cinque luci di travaso e valvola allo scarico RC Valve. In comune con la precedente versione aveva il diametro del cerchio posteiore da 18", mentre all'anteriore troviamo un più moderna misura da 17" (in luogo della 16"), ma nuovi sono i cerchi con tre razze. Le sospensioni poggiavano su una forcella da 35 mm ed un mono montato su articolazione Pro-Link. Il comparto freni vedeva una potente unità a disco con l'anteriore da 316 mm ed un posteriore da 220 mm di diametro. 
Questa piccola Honda realizzata in Italia riscosse un successo tale - favorita anche da un rapporto qualità/prezzo notevole - che ancora oggi è ricordata come una delle più rappresentative proposte nel panorama delle 125 "Made in Italy".

I rilevamenti fatti al periodo parlano di una potenza massima al banco di 26,8 CV a 10.000 giri/min, per una velocità massima di 161 Km/h. Costava 4.195.000 lire (circa 2.200 euro)

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