Il Giappone viveva a due velocità, all’inizio del Novecento. Le città fiorivano, ma nei villaggi persino la luce elettrica era poco diffusa. Komyo, un villaggio formatosi lungo il fiume Tenryu, a circa 20 chilometri da Hamamatsu, ricevette la luce elettrica nel 1908 e quando le ombre create dal fuoco del camino lasciarono il posto al bagliore della luce artificiale, Soichiro Honda credette si trattasse di una magia. Aveva due anni, e camminava appena. Soichiro era nato il 17 novembre del 1906, in quel villaggio oggi assorbito dalla città di Hamamatsu, nell'attuale Prefettura di Shizuoka. Era il più grande di nove fratelli, e poiché era attratto da ciò che produceva rumori e odori, era sempre nell'officina di riparazione delle biciclette oppure nel laboratorio in cui suo padre lavorava il ferro incandescente. Il suo viso era spesso sporco di fuliggine, così i suoi compagni di scuola lo soprannominarono Naso nero astuto: perché Soichiro aveva sempre la punta del naso sporca, e perché si muoveva in continuazione e sapeva sempre ciò che accadeva intorno a lui. Soichiro non stava mai in casa: dall'officina di papà si trasferiva ai campi di riso in cui lavorava nonno Toraichi, perché questi utilizzava un macchinario rumoroso che lo attirava, oppure giocava lungo il fiume e nelle strade sterrate vicino a casa. Erano anni di spensieratezza e di scoperte. ... di Enrico Borghi   HONDA STORIA REDMAN HONDA STORIA HONDA STORIA HONDA STORIA HONDA STORIA   (segue sul numero 3 di In Moto, in edicola)