Ack Attack, la moto che vuole superare i 640 km/h

In ottobre il leggendario streamliner con due motori Suzuki Hayabusa tenterà in Bolivia di superare per la prima volta il muro delle 400 mph
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Ack Attack, la moto che vuole superare i 640 km/h

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 1 ottobre 2026, 13:02 (Aggiornato il 1 ottobre 2026, 17:51)

Sono passati sedici anni dall’ultimo record assoluto di velocità per una moto. La Top 1 Ack Attack vuole migliorarsi, tornando a inseguire un traguardo che nessuno ha ancora raggiunto: superare le 400 mph, cioè 643,7 km/h.
Il tentativo è in programma dal 22 al 27 ottobre durante i Bolivia Speed Trials, sul Salar de Uyuni, il più grande deserto di sale del mondo. Qui Rocky Robinson, già tre volte detentore del record mondiale, proverà ancora una volta a migliorare il suo primato di 376,363 mph (605,7 km/h) ottenuto nel 2010 a Bonneville, negli Stati Uniti.

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Due Hayabusa e oltre 900 CV

Non si deve pensare che la Ack Attack sia una moto nel senso tradizionale del termine. Come ormai è uso per i record di velocità, è uno streamliner lungo oltre sei metri, completamente carenato e progettato esclusivamente per andare dritto, il più velocemente possibile. Dentro la carrozzeria ci sono due motori Suzuki Hayabusa di 1.300 cc sovralimentati da turbocompressore: la potenza dichiarata è superiore a 900 CV, anche se potrebbe effettivamente essere di oltre 1.000 CV.
Lo spostamento di scenario per tentare il nuovo record è attribuibile al fatto che Bonneville non riesca a garantire lo spazio e le condizioni del fondo per raggiungere velocità così elevate. Per questo il team guidato da Mike Akatiff (in foto - Groensch/Wikimedia Commons) ha scelto ancora una volta il Salar de Uyuni, in Bolivia, un'immensa distesa di sale lunga circa 30 chilometri e situata a circa 3.600 metri di quota. Altezza che ha anche il vantaggio di proporre un’atmosfera più rarefatta, riducendo la resistenza aerodinamica.
Già nel 2017 e poi nel 2023 la Ack Attack aveva tentato l'assalto alle 400 mph in Bolivia senza riuscirci, tra problemi logistici e inconvenienti tecnici. Nel 2017, tuttavia, la moto raggiunse in un singolo passaggio una velocità di 378 mph, superiore al record ufficiale, ma insufficiente per l'omologazione FIM, che richiede due passaggi in direzioni opposte entro un tempo prestabilito.
Sedici anni dopo l'ultimo record, a ottobre, nell’immenso Salar de Uyuni, scopriremo se il record degli oltre 640 km/h sarà finalmente conquistato.

(Foto apertura account FB Top 1 Ack Attack)

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