Lamborghini Design 90, l'unica vera moto di Sant'Agata Bolognese

Alessandro Vai
Pubblicato il 6 maggio 2026, 15:39
Quasi tutte le Case automobilistiche, nella loro storia, ha avuto momenti bui fatti di difficoltà finanziarie, di incertezze progettuali o anche di improbabili collaborazioni, come quella che ha portato alla nascita dell'unica moto marchiata Ferrari della storia e di cui vi abbiamo raccontato qui. Sebbene oggi sia un'azienda assolutamente in salute, anche la Lamborghini è passata attraverso diverse peripezie. Da quando il fondatore Ferruccio vendette l'azienda (tra il 1972 e il 1973) fino all'acquisto da parte del Gruppo Volkswagen, la Lamborghini ha avuto altri quattro proprietari, tra cui anche la Chrysler.
LA PROPRIETA' FRANCESE DI LAMBORGHINI
Fu proprio in quel periodo che ai tecnici emiliani fu affidato l'arduo compito di prendere il motore di un pick-up e adattarlo a una supercar, cioè la mitica Dodge Viper spinta da un otto litri dieci cilindri aspirato. Qualche anno prima, invece, la Lamborghini era di proprietà di due giovani fratelli, Patrick e Jean-Claude Mimran, che operavano nel settore dello zucchero a cui venne la brillante idea di provare a produrre una motocicletta che portasse il nome della Casa emiliana. L'idea era quella di usare come base tecnica una moto già esistente e di rivestirla con uno stile che fosse coerente con quello delle Lamborghini.

TELAIO COSTRUITO A MANO
Il motore era “mille” 4 cilindri in linea Kawasaki, accreditato di circa 130 CV, mentre il telaio veniva costruito a mano, così come il serbatoio in alluminio. Il resto della componentistica era stato fornito dalle migliori aziende dell'epoca. Il progetto fu affidato allo studio francese Boxer Design che avrebbe dovuto anche ingegnerizzare e produrre cinquanta esemplari della motocicletta firmata Lamborghini, che non aveva nemmeno un prezzo proibitivo. Nel 1986 servivano 13.000 dollari per portarsi a casa una Lamborghini Design 90 (questo il nome completo) ma gli estimatori scarseggiavano e alla fine furono prodotte solo sei moto, di cui cinque sopravvissute fino a oggi. Una di queste nel 2018 è stata protagonista di un'asta organizzata da H&H ma non ha avuto grande fortuna, visto che nessuno se l'era portata a casa.

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