Kawasaki vende in Australia una moto per badare al bestiame

Si chiama Stockman ed è un mezzo a due ruote esplicitamente pensato per il lavoro in campagna e nelle fattorie. Tutta sostanza e un'estetica particolare
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Kawasaki vende in Australia una moto per badare al bestiame

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 26 gennaio 2026, 12:07

Mentre in Europa la moto è un bene di lusso pensato per il divertimento, in altre parti del mondo prende le forme dello strumento di lavoro. La Kawasaki Stockman nasce esattamente con questo intento, dai grandi spazi dell’Australia e della Nuova Zelanda dove gli spazi sono enormi, le strade spesso non asfaltate e le fattorie si allargano per decine e decine di ettari.

In questo contesto una moto deve soprattutto essere affidabile, semplice e pronta ad affrontare qualsiasi ostacolo. Non stupisce che in Kawasaki la definiscano senza troppi giri di parole una “AG Motorcycle”, ovvero una "moto agricola" pensata per badare alle bestie e a compiere i più svariati mestieri fra infiniti pascoli. 

Niente fronzoli, solo quel che serve

Alla base del progetto c’è una meccanica semplice e robusta. Un monocilindrico quattro tempi da 233 cc, raffreddato ad aria e alimentato a iniezione, un prodotto d'altri tempi che non bada di certo all'omologazione Euro5+. È un propulsore storico che Kawasaki ha in produzione da tantissimi anni e che nel tempo ha dimostrato di poter sopportare senza problemi polvere, caldo e utilizzi spesso poco gentili. La potenza è poca, si aggira intorno ai 19 cavalli, ma che sono più che sufficienti per muoversi su piste sterrate, campi, prati e strade secondarie, dove conta molto di più l'elasticità che la velocità.

Il telaio in acciaio e le sospensioni a lunga escursione seguono una filosofia altrettanto pragmatica e pensata all'efficienza più che alla performance sportiva. Le ruote da 21 pollici all’anteriore e 18 al posteriore sono abbinate a pneumatici stretti e garantiscono agilità e controllo sui fondi sconnessi, mentre il peso contenuto in poco più di 130 kg in ordine di marcia rende la Stockman facile da gestire anche a bassa velocità. 

Portapacchi e sistema di blocco della frizione

La particolarità estetica che la fa sembrare un mezzo post-apocalittico è la presenza di portapacchi anteriori e posteriori di serie, pensati per trasportare attrezzi, taniche o piccoli carichi. Il doppio cavalletto laterale permette di parcheggiare la moto in sicurezza anche su terreni irregolari e ha un particolare sistema di blocco della frizione, una soluzione semplice ma geniale che consente di mantenere la moto ferma senza dover tenere costantemente la leva con la mano o tenere la frizione leggermente tirata per la marcia a bassissima velocità: una comodità concreta durante le manovre lente o quando si lavora a fianco del mezzo e serve avere una mano libera per - ad esempio - tenere ferma una pecora.

Niente luci a LED o display sofisticati, il faro ha una lente enorme e utilizza ancora una lampadina tradizionale più facile da sostituire in caso di necessità, e la strumentazione digitale fornisce solo le informazioni indispensabili. L’assenza dell’ABS è comprensibile per un utilizzo prevalentemente off-road, ed è uno dei motivi per cui una moto del genere non la vedremo mai in Europa.

Prezzo e disponibilità

Il prezzo, in linea con l’impostazione spartana, è sorprendentemente accessibile. Nei mercati di riferimento la Stockman costa l'equivalente di poco più di 4.000 euro, un prezzo del tutto onesto per una moto rustica, sincera e senza fronzoli che però mantiene un marchio di prestigio come Kawasaki e una rete assistenza sempre efficiente nei territori dove viene venduta, ovvero Australia, Nuova Zelanda e altri paesi del sud-est asiatico. 

 

 

 

 

 

 

 

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