Agosto in moto: caldo, sudore e traffico per il motociclista masochista

Michele Lallai
Pubblicato il 7 agosto 2025, 10:12
Il traffico: l’arte di restare fermi in movimento
Se il caldo è il nemico silenzioso, il traffico è quello più maleducato. Agosto nelle località turistiche è un esperimento sociale in cui milioni di persone cercano di raggiungere lo stesso posto alla stessa ora. In moto pensi di essere più furbo e cerchi il varco tra le auto: ti infili, sorridi (o sogghigni) passando accanto a SUV incolonnati, sentendoti il più intelligente di tutti. Ma presto ti rendi conto che quelli, nonostante la fila, hanno l'aria condizionata e sono in magliettina. Nei paesi di mare l’ultimo chilometro verso la spiaggia può richiedere più tempo di un viaggio di 100 km in autostrada.
E nei centri storici?
La temperatura sale, il passo si riduce a quello di una processione e l’odore di frizione bruciata diventa il nuovo profumo dell’estate.
Mettiamo che, alla fine, tu riesca a fermarti e prendere fiato. È ora di mangiare. Qui agosto mostra la sua vera faccia: menù da 35 euro per un piatto di spaghetti alle vongole e una fetta di anguria che ha visto giorni migliori. I posti economici sono pieni e immersi nel caos, e i ristoranti liberi hanno la faccia sorridente di chi sa che, in agosto, può chiederti qualunque cifra senza temere il rifiuto. E tu, con la fame da motociclista e il sudore ancora fresco sulla maglietta, accetti.
Dove finisce la tortura?
E poi… Una curva si apre all’improvviso su una scogliera, il mare brilla sotto di te, il vento caldo porta l’odore della resina e del sale, e per un attimo ti dimentichi di tutto. Il motore canta, la moto sembra leggera, e ti rendi conto che, nonostante tutto, non vorresti essere altrove. Sono momenti brevi, ma bastano a far passare in secondo piano le ore di sauna, il conto salato al ristorante e il sedere che implora pietà.
Viaggiare in moto ad agosto è un atto di masochismo consapevole. Sappiamo che suderemo, che ci fermeremo a bere acqua di dubbia qualità dalle fontanelle, che passeremo ore nel traffico e che torneremo a casa disidratati. Ma lo facciamo lo stesso, perché in fondo è la nostra estate, quella del motociclista, che non è fatta di comodità, ma di libertà e passione. Un dettaglio che vale più di qualsiasi aria condizionata.
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