L’avviamento dei motori è come un rito e avviene direttamente sulla pista, appena prima della linea di partenza. I mezzi, infatti, vengono trainati in loco spenti, allo scopo di far girare il motore solo per lo stretto necessario. Per lo stesso motivo, dopo il lancio, vengono spenti il prima possibile, spesso subito dopo la linea del traguardo ancora prima che la moto sia ferma. Non ci sono prove e ogni lancio è un test a sé, un salto nel buio, pur sapendo di aver fatto tutto al meglio.

PUÒ SEMBRARE UN’ESAGERAZIONE - Questi motori hanno potenze elevatissime e vita molto breve. Le SSB solitamente usano il motorino d’avviamento, tutte le altre categorie usano un avviatore manuale. I motori alimentati a Nitrometano vengono avviati usando un polverizzatore (l’aspetto è simile ad un grosso oliatore) e spruzzando del Metanolo direttamente nella bocca del carburatore o del corpo farfallato. Poi, una volta che il motore è avviato, si passa al Nitrometano, e il rumore di scoppio cambia drasticamente.

SOLO IL TEMPO NECESSARIO - Solitamente questi propulsori non dispongono di impianto di raffreddamento e per questo non esiste una fase di riscaldamento in quanto in pochi secondi il motore è già in temperatura. Che si cerchi di tenerli in moto il minor tempo possibile è intuibile anche da alcune semplici considerazioni. Nei motori più potenti e dispendiosi, quelli alimentati a Nitrometano, solitamente dopo ogni lancio di 400 metri e relativo Burn-out, si butta l’olio e si sostituiscono le candele.