Ducati diventa affare di stato: la possibile vendita sul tavolo del ministro Urso

Dopo l'annuncio del piano di ristrutturazione di Volkswagen, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha contattato Claudio Domenicali: "Utilizzeremo gli strumenti a nostra disposizione per salvaguardare l'azienda"
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Ducati diventa affare di stato: la possibile vendita sul tavolo del ministro Urso

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 7 settembre 2026, 10:10

La questione Ducati è arrivata sulla scrivania del governo italiano. Dopo che il gruppo tedesco ha annunciato una drastica revisione del proprio piano industriale e finanziario, mettendo in discussione circa un terzo delle proprie aziende partecipate, il futuro della Casa di Borgo Panigale è diventato una questione di politica industriale italiana e finalmente il governo prende in mano il discorso per tutelare - dove possibile - questa eccellenza italiana.

Tra Motor Valley e Governo, qualcosa is muove

A muovere il primo passo è stato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ha chiesto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso l'apertura di un tavolo sulla situazione di Ducati, definendola una delle espressioni più conosciute del Made in Italy e uno dei simboli della Motor Valley. La risposta del ministro è arrivata rapidamente: Urso ha riferito di essersi confrontato con l'amministratore delegato Claudio Domenicali, concordando un percorso per "salvaguardare" l'azienda.

Urso ha parlato di un'azienda simbolo del Made in Italy e ha assicurato che il governo utilizzerà "al meglio gli strumenti a nostra disposizione per consentire a Ducati di continuare a rappresentare il Paese sul piano industriale, tecnologico e sportivo". Non significa che esista già una procedura di vendita, né che il governo abbia individuato un possibile acquirente, ma che l'eventualità è considerata sufficientemente concreta da avere fatto scattare un'interesse istituzionale.

Cosa rischia Ducati?

C'è il rischio che ducati venga svenduta o che si mettano in discussione posti di lavoro? La risposta è negativa. Volkswagen non sembra interrogarsi sulla capacità di Ducati di stare sul mercato, ma sul valore strategico che abbia oggi per il gruppo possedere un marchio motociclistico premium. Ducati conta oltre 2.000 dipendenti e ha generato circa 925 milioni di euro di fatturato nel 2025, numeri importanti per una Casa motociclistica ma relativamente piccoli se confrontati con le dimensioni e le necessità finanziarie del gruppo tedesco.

La vendita, dunque, potrebbe diventare un'operazione di valorizzazione di un asset sano per finanziare la ristrutturazione di un gruppo in difficoltà, ed è esattamente questo che preoccupa il governo: Ducati potrebbe essere ceduta non perché abbia un problema, ma perché è un'azienda di valore che potrebbe essere venduta al miglior offerente per risanare i conti, senza però calcolare chi la compra e quali sarebbero le intenzioni. Per il momento ci sono tante mani avanti e ancora nessun rischio concreto. Lo stesso Domenicali ha invitato alla prudenza, sottolineando che non sono state assunte decisioni definitive. Quale sarà il prossimo passo?

 

 

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