Domenicali: "Ducati non ha bisogno di un grosso azionista per andare avanti"

Michele Lallai
Pubblicato il 8 luglio 2026, 11:28 (Aggiornato il 8 luglio 2026, 09:52)
Le indiscrezioni su una possibile cessione di Ducati da parte del Gruppo Volkswagen continuano a circolare. Abbiamo già parlato della mancata smentita diretta arrivata nei giorni scorsi da Volkswagen, e ora tocca all'amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali, intervenire per fare il punto sulla situazione... senza realmente chiarirla.
Nessuna conferma, ma tanta prudenza
In un'intervista rilasciata alla rivista australiana MCNews, il manager ha spiegato che, allo stato attuale, a Borgo Panigale non è in corso alcuna discussione relativa a un cambio di proprietà. "L'azienda è in ottima salute", ha dichiarato Domenicali, sottolineando come Ducati sia oggi una realtà economicamente autonoma e in grado di finanziare con risorse proprie il proprio piano industriale e lo sviluppo dei futuri modelli.
Però va più a fondo, mettendo le mani avanti: "Non abbiamo realmente bisogno del supporto dell'azionista per portare avanti il nostro piano di investimenti per il futuro, che è molto solido. Al momento, a Borgo Panigale non c'è alcuna discussione in corso ed è parte delle possibilità dell'azionista, a seconda delle sue esigenze, acquistare una nuova azienda oppure smettere di investire in un'altra. Non è qualcosa di completamente impossibile, ma allo stato attuale non sta accadendo nulla a Borgo Panigale".
In sostanza, Domenicali non esclude in termini assoluti che uno scenario del genere possa verificarsi in futuro, anzi, lo reputa una cosa "normale" per un gruppo automotive che fa costantemente operazioni di compravendita di fabbriche e brand. L'accento è messo soprattutto sul fatto che Ducati è un'azienda solida, con un piano industriale concreto e che potrebbe anche andare avanti con le sole sue risorse, un po' come se voglia tenere gli azionisti (e la borsa) al sicuro nel caso l'ipotesi della vendita si dovesse concretizzare.
Che succederà nei prossimi mesi? Non lo sappiamo, ma tutte queste voci e queste risposte "di circostanza" non stanno diventando un po' troppo insistenti?
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