MotoE al capolinea, mentre la MotoGP guarda al futuro con le Bagger

Fuori le elettriche e dentro le cruiser con due pistoni grossi così. Le moto silenziose e sostenibili non attirano abbastanza interesse e sponsor, quindi si torna alle gare rumorose ed esagerate
MotoE al capolinea, mentre la MotoGP guarda al futuro con le Bagger

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 12 settembre 2025, 09:41

La notizia è ufficiale: FIM e Dorna hanno annunciato che la stagione 2025 sarà l’ultima per la MotoE, la categoria interamente elettrica lanciata nel 2019 come progetto sperimentale all’interno del paddock MotoGP. Dopo sette anni, quello che doveva rappresentare il primo grande passo verso la mobilità a zero emissioni anche nel mondo delle corse su due ruote verrà sospeso, con un epilogo che lascia spazio a riflessioni, bilanci e nuove strategie.

Perché non si correrà più con le elettriche?

La decisione arriva dopo mesi di valutazioni interne e non viene presentata come una totale resa ma come una sospensione. L’obiettivo iniziale era ambizioso, ma col passare delle stagioni è diventato evidente che l’interesse degli appassionati non è cresciuto come si sperava.

L’elettrico ha incuriosito, ha portato gare combattute e piloti di talento, ma non è riuscito a radicarsi nell’immaginario del grande pubblico e a catturare l'attenzione dei grandi sponsor. Parallelamente, anche il mercato non ha seguito la traiettoria prevista: pochi costruttori hanno creduto davvero nella moto elettrica e pochi motociclisti l'hanno comprata, rimanendo una nicchia lontana dai grandi numeri.

Arrivano, però, le spettacolari bagger

Nel frattempo, però, lo spettacolo motociclistico non perderà varietà. Anzi: dal 2026 verrà introdotto nel weekend del Motomondiale il campionato Bagger, una categoria che vedrà in pista moto derivate dalle grandi cruiser americane, oggetti pesanti, spettacolari e rumorosi, già protagoniste negli Stati Uniti e pronte a conquistare anche il pubblico europeo. Se la MotoE non ha fatto breccia nei cuori dei tifosi, Dorna sceglie ora di investire su qualcosa che promette adrenalina e immediatezza, cercando di avvicinare un nuovo pubblico senza rinunciare al fascino “muscolare” delle moto tradizionali.

È la conferma che la sostenibilità non va di pari passo con lo spettacolo e la passione, e purtroppo anche il carrozzone del motomondiale deve prenderne atto. Dove non c'è interesse, non c'è guadagno. Alla fine, tutto gira sempre intorno all'intrattenimento e agli introiti che genera. 

L'elettrico "da gara" muore qui?

Resta comunque il valore tecnologico dell’esperienza MotoE e non tutto andrà perduto. Ducati, costruttore unico della categoria dal 2023 con la sua V21L, ha già annunciato che continuerà a sviluppare tecnologie elettriche nonostante la sospensione del campionato. Pochi giorni fa abbiamo visto al salone IAA di Monaco una versione di questa moto dotata di batteria allo stato solido, una soluzione che sarebbe stata perfetta per portare avanti lo sviluppo di questa nuova tecnologia nelle competizioni, ma che purtroppo non sarà testata in gara.

Il presidente della FIM Jorge Viegas ha parlato di una scelta dolorosa ma inevitabile, riconoscendo che gli obiettivi sportivi e commerciali fissati nel 2019 non sono stati centrati. Anche Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna, ha sottolineato l’alto livello dello spettacolo offerto in pista, ma ha ammesso che ascoltare i fan e guardare alla sostenibilità economica ha imposto di fermarsi.

È un addio o un arrivederci? 
Per ora cala il sipario. La MotoE lascia dietro di sé una scia di tentativi, sperimentazioni e una buona dose di innovazione, ma ha anche ricordato che, nel motorsport, innovazione e passione devono correre alla stessa velocità. 

 

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