Inebriarsi di profumi e colori, lasciarsi alle spalle la strada e i pensieri, nasconderli in quella parte recondita del cervello che quando si guida si piega si stacca non serve, e non è chiamata in causa, beh, amici, questo è l'andare in moto. E la stagione giusta è arrivata: giornate lunghe e caldo modesto. Dobbiamo tirare fuori le nostre amate dal garage e partire, non importa per dove. L'inverno passato ci ha fatto guadagnare il diritto di farlo, di prenderci un po' di tempo per noi. Controllate freni, pneumatici, controllate l'olio e i liquidi, e andate. Vi voglio incontrare per strada, necessito del vostro saluto, di un lampeggio, di un caffè in quei posti che sappiamo noi, tronfi delle nostre baggianate, di annunci su pezzetti di carta, di quell'umanità varia e rumorosa, quindi vera, che in fondo siamo. Cosa c'è di più importante di questo? Ahimè buona parte del resto, anche i problemi del lunedì. Quindi lubrifichiamo la nostra attenzione ancor prima della catena. Guidiamo come se domani fosse il giorno più importante; quindi occhi sulla strada, qualche decina di metri avanti rispetto alla ruota, e cervello ben collegato al corpo. Andare in moto fa bene, e non deve, e non può, far male. Tempo fa lessi, purtroppo non ricordo dove, un'intervista ad un pilota di jet. Disse una cosa molto importante, molto vera: “alla guida di un jet bisogna essere sempre un minuto avanti, vedere quello che accade e prevedere quello che accadrà. Occorre esser totalmente concentrati perché tutto succede molto velocemente e le reazioni devono essere anticipate. Quando ci si accorge che qualcosa non va, il più delle volte è troppo tardi per prendere precauzioni”. Facciamo nostro questo modo di pensare, cerchiamo di prevedere i rischi. Teniamoci sempre un buon margine di sicurezza per frenare, svoltare, cambiare traiettoria. Cerchiamo di prevedere le azioni degli altri, siano essi automobilisti, motociclisti, pedoni o animali. La sicurezza, ancor prima della velocità, è sintomo di buona guida. Impariamo a conoscere la nostra moto: i tempi e gli spazi di frenata, la velocità nel cambiare traiettoria, l'efficienza dei sistemi elettronici di sicurezza. Solo in questo modo potremo goderci, davvero e serenamente, la strada. [gallery ids="5206,5160,5133"] Federico Garbin