Sono contento. Nel mio piccolo ho fatto la mia opera buona: ho avvicinato un mio giovanissimo amico al mondo delle due ruote. Non c'è voluto molto: il primo giorno di quasi primavera l'ho caricato sulla sella e ci siamo fatti un bel giretto, sfiorando alcuni luoghi sacri del motociclismo ligure: Passo del Bracco, Monte Fasce, Ferriere, Boasi, Passo del Ghiffi e del Bocco. Insomma: 250 chilometri di curve e natura, intervallate da una sacrosanta scorpacciata di ravioli "au tuccu" (il sugo alla genovese). Il risultato è stato quello che mi aspettavo: la sera ha cominciato a spulciare i vari annunci sulla rete e il giorno successivo mi è toccato accompagnarlo alla scuola guida, "così mi aiuti a capire". Due minuti di convenevoli e arriviamo al succo del discorso: a 22 anni non conviene appassionarsi alle moto. E non lo dico io, e nemmeno lui. Ce lo dice l'impiegata: "Perché non aspetti altri due anni e fai direttamente la patente senza limiti? Lo sai, vero, che il salto di classe non è più automatico? Ormai sei così vicino!" Sì, va bene. Ma lui la moto la vuole ora che ha un lavoro, poche spese e ha capito che gli piace.  Il primo ostacolo sono i costi: 400 Euro arrotondando per difetto per appropriarsi della licenza. Poi bisogna trovare la moto, con meno di 48 cavalli lo sappiamo tutti. Poi l'assicurazione e l'abbigliamento tecnico. Ci guardiamo un po'. Riflette. Usciamo. Silenzio. Non c'è nemmeno bisogno di farli, i conti. Questa non è una passione per giovani. E quasi mi spiace, Ema, di averti portato con me. Non dovevo farti vedere quanto è bello passeggiare su due ruote quando nell'aria si inizia a sentire il profumo della primavera. Quanto può essere affascinante andare per il solo gusto di farlo, con nel casco quello stantuffare che coccola i pensieri, liberandoli. Ne riparleremo, forse, fra qualche anno. Quando non avrai più tempo, e più voglia, di costruirti una passione, un passatempo, un hobby. E il mercato a due ruote avrà perso ancora e ancora e ancora...   Federico Garbin