Olio motore, a volte costa "come lo champagne": perché?
Alzi la mano chi non è mai rimasto perplesso di fronte alla fattura di un tagliando, scopriamo come mai il costo del lubrificante aumenta quando viene usato dall'assistenza ufficiale

Alessandro Vai
Pubblicato il 12 febbraio 2026, 14:16
Alzi la mano chi non è mai rimasto perplesso di fronte alla fattura di un tagliando, soprattutto dopo aver scoperto che l'olio motore viene fatturato a cifre che di solito si associano allo champagne. Quando si tratta di scegliere l'olio, sappiamo che ci dobbiamo attenere alle indicazioni del costruttore. Ma a parte questo, quali sono i componenti chimici che compongono l’olio? Gli elementi principali sono due: le basi lubrificanti e gli additivi. Le prime rappresentano tra il 70 e il 90% della formula e possono essere minerali (derivate dal petrolio estratto), semi-sintetiche o completamente sintetiche.
Olio motore: la funzione degli additivi
Il restante 10–30% è costituito dagli additivi, che definiscono le proprietà funzionali dell’olio. Sono gli additivi a mantenere pulito il motore, a ridurne l’usura, a prevenirne l'ossidazione, a stabilizzarne la viscosità e a proteggerlo dall’attrito. Nelle moto sono cruciali gli additivi dedicati alla frizione e al cambio, soprattutto quando la frizione è a bagno d’olio. La differenza tra oli minerali e sintetici influisce sulle prestazioni e sulla protezione del motore, quindi anche sull'affidabilità. Gli oli minerali, ricavati dal petrolio, contengono più impurità e risultano meno stabili alle alte temperature, con un degrado più rapido.

OLI MINERALI E SINTETICI
Gli oli sintetici, invece, sono costruiti in laboratorio molecola per molecola. La loro struttura uniforme garantisce una resistenza superiore al calore, all’ossidazione e agli stress meccanici. Inoltre offrono una minore volatilità, prestazioni migliori sia a freddo sia ad alte temperature e intervalli di cambio più lunghi (a meno che non siano oli racing, che hanno una durata molto ridotta). È anche per questi motivi che i costruttori di moto raccomandano formulazioni sintetiche, più adatte ai propulsori contemporanei.

GLI OLI DEI BRAND
Alcuni brand vendono oli che portano sulla confezione il loro stesso marchio e tra questi ci sono Bmw, Ducati, Harley-Davidson, Honda, Yamaha e, in parte, Ktm. Ognuna di queste Case usa una sua strategia: BMW e Ducati si affidano a Shell, che produce rispettivamente il Ducati Genuine Oil e il BMW Motorrad Advatenc Ultimate. Anche Harley-Davidson e Honda hanno i loro oli ma sulla confezione non dichiarano chi sia il produttore né dove venga prodotto, allo stesso modo di Yamaha con il suo Yamalube. Non c'è nessuna norma che imponga di fornire queste informazioni.

I FORNITORI INTERNAZIONALI
Tuttavia ci sono aziende, come Bardahl, che forniscono una tracciatura completa dell'olio, tramite un QR Code sulla confezione. Nessuno di questi tre ultimi costruttori produce direttamente l'olio, ma tutti si affidano a specialisti del settore in varie parti del mondo, tenendo anche conto del mercato di riferimento. Nomi come Amsoil, Citigo, Eneos, Idemitsu e Sunoco sono sconosciuti alla gran parte dei motociclisti, ma sono loro a realizzare i vari oli brandizzati, che poi sono consigliati dal singolo costruttore per la manutenzione di moto e scooter.

I SUGGERIMENTI DELLE CASE
Ed è intorno al concetto di "consiglio" o di "suggerimento" che ruota il guadagno extra delle Case che hanno un olio brandizzato, che costa di più rispetto a un olio equivalente ma senza brand. "Ducati prescrive l’utilizzo di solo olio SAE 15W-50/JASO MA2 e suggerisce l'uso di olio Shell Advance Ducati 15W-50 Fully Synthetic Oil" si legge nel libretto di uso e manutenzione della Multistrada, che è solo un esempio, visto che lo stesso discorso vale per a molte altre motociclette di altri marchi. Quindi si può utilizzare anche l'olio di un altra marca, purché rispetti le caratteristiche prescritte.

IL DECRETO MONTI
Questa scelta, spiega Ducati "non invalida la garanzia. La manutenzione si può effettuare ovunque, a patto che l’officina generica abbia l’accesso alla documentazione necessaria attraverso il sito RMI Ducati e utilizzi ricambi originali certificando il tutto". Queste norme sulla manutenzione sono state introdotte dal Regolamento (UE) N. 461/2010, meglio noto come Decreto Monti. Tuttavia, spiega sempre Ducati "Tutti i nostri dealer e quasi tutti i meccanici che fanno manutenzione alle nostre moto usano l'olio Ducati, perché è quello con cui è sviluppato il motore". Anche qui lo stesso discorso è applicabile a tutti gli altri costruttori che hanno il proprio olio e che lo fanno pagare profumatamente.
IL COSTO DELL'OLIO
Gli oli più costosi sono quelli di Bmw e Ducati, che in media vengono fatturati a 25 euro al litro e lo Shell Advance su cui si basano costa circa la metà. Dopo vengono quelli di Harley-Davidson, Honda e Yamaha, che il cliente paga circa 20 euro al litro, salvo casi particolari: l'olio della YZF-R1, per esempio, costa 35 euro al litro. E così torniamo alla domanda iniziale: questa maggiorazione di prezzo è giustificata o no? Abbiamo girato la domanda a Shell, chiedendogli che cosa differenzia il loro olio moto da quelli realizzati per i costruttori e questa è stata la risposta.

PERSONALIZZATO O GENERICO?
"Il punto di partenza è comune: entrambi si basano su oli sintetici di altissima purezza e su pacchetti di additivi studiati specificamente per le esigenze delle motociclette. La divergenza arriva nello sviluppo: gli oli destinati ai costruttori vengono messi a punto insieme a loro, per adattare la formulazione alle caratteristiche e alle esigenze di un motore ben preciso. La gamma Shell Advance, invece, è progettata per dare prestazioni costanti su un ventaglio molto ampio di modelli, superando gli standard richiesti dal mercato e garantendo protezione e stabilità in condizioni di utilizzo diverse".
UNA SCELTA DIFFICILE
Insomma, sul fatto che gli oli Shell per BMW e Ducati siano diversi dall'Advance "generico" non ci sono dubbi, il fatto che invece il prezzo degli oli personalizzati venga raddoppiato continua a destare perplessità. È vero che non è obbligatorio usarlo, ma nelle officine autorizzate non c'è praticamente alternativa. Quindi la scelta è del cliente, che deve valutare anche il valore residuo della moto, soprattutto quando si tratta di marchi premium, perché la manutenzione effettuata nella rete ufficiale fa più effetto di quella eseguita dal meccanico generico. Del resto, una motocicletta di un brand premium costa di più e l'olio segue lo stesso principio.
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