Le moto che hanno cambiato la storia della produzione di serie: la TOP 10
William Toscani
Pubblicato il 22 giugno 2026, 14:17 (Aggiornato il 23 giu 2026 alle 10:21)
Ogni tanto, nella storia delle due ruote, arriva una moto capace di cambiare tutto. Non serve che sia la più potente, la più costosa o la più venduta. Basta che introduca un'idea nuova, una soluzione tecnica rivoluzionaria o semplicemente un modo diverso di intendere la moto.
Molte delle protagoniste di oggi, in fondo, esistono proprio grazie a quei modelli. Alcune hanno creato segmenti completamente nuovi, altre hanno costretto la concorrenza a rincorrere, altre ancora hanno semplicemente mostrato una strada che nessuno aveva avuto il coraggio di percorrere.
In questo viaggio ripercorriamo dieci tappe fondamentali della storia motociclistica. Dieci moto diverse tra loro, nate in epoche e contesti differenti, ma accomunate da una caratteristica: aver lasciato un segno profondo nell'industria delle due ruote.

Honda CB750 (1969)
Se oggi siamo abituati a vedere moto da oltre 100 cavalli, quattro cilindri raffinati e tecnologie avanzate disponibili praticamente per tutti, gran parte del merito va a una moto presentata oltre mezzo secolo fa. Nel 1969 la Honda CB750 non si limitò a essere una novità interessante: fu una vera rivoluzione.
Alla fine degli anni Sessanta il mercato era dominato soprattutto dai costruttori britannici. Triumph, Norton e BSA producevano moto affascinanti e ricche di personalità, ma spesso poco affidabili e tecnicamente legate a una filosofia ormai vicina al tramonto. Honda decise di cambiare le regole del gioco presentando una moto che sembrava arrivare dal futuro.
La CB750 portava in dote un quattro cilindri in linea da 736 cc capace di erogare circa 67 cavalli, prestazioni elevatissime per l'epoca e una fluidità sconosciuta a gran parte della concorrenza. Non mancava nemmeno il freno a disco anteriore, una soluzione che allora apparteneva quasi esclusivamente al mondo delle competizioni.
Ma la sua vera forza era l'equilibrio. Era veloce, affidabile, relativamente accessibile e semplice da utilizzare ogni giorno. Per la prima volta una moto ad alte prestazioni non richiedeva compromessi particolari o continui interventi meccanici. Il successo fu enorme e contribuì a spostare il baricentro dell'industria motociclistica verso il Giappone. Ancora oggi la CB750 viene ricordata come la prima superbike moderna, il modello che ha aperto una nuova era e che ha dimostrato come innovazione, prestazioni e affidabilità potessero convivere nella stessa motocicletta.
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