Aprilia Caponord compie 25 anni: fu voce fuori dal coro

Nel 2001 nacque la maxi-enduro che anticipò il turismo moderno. Fortemente identitaria, unì carattere sportivo e comfort alla voglia di viaggiare
Aprilia Caponord compie 25 anni: fu voce fuori dal coro

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 5 maggio 2026, 09:42

Evoluzione e maturità

Dopo il debutto arrivarono gli affinamenti. Nel 2003 arrivò la Rally Raid, stesso motore, cambiava il carattere, più avventuroso, grazie a cerchi a raggi, protezioni dedicate, valigie in alluminio e assetto specifico. Nel 2004 la ETV 1000 evolse ulteriormente con l’introduzione dell’ABS, sistema ancora abbastanza raro tra le maxi-enduro. La seconda generazione arrivò nel 2013 con la Caponord 1200: 1.197 cc, potenza di 125 CV e impostazione più stradale, visto che entrambe le ruote erano da 17”. Aveva inoltre il ride-by-wire e tre mappe, il controllo di trazione era regolabile. La Travel Pack aggiungeva borse, cruise control e sospensioni semiattive ADD, mentre la Rally del 2015 riportò la ruota anteriore da 19" e i cerchi a raggi.

La despecializzazione

A distanza di un quarto di secolo, possiamo dire che quella intuizione, pur non avendo determinato un rilevante fenomeno commerciale, seppe anticipare un’idea di motociclismo che negli anni successivi sarebbe diventata centrale. Vi fu una sorta di despecializzazione, orientata al piacere del viaggio in senso lato più che al rispetto dei parametri del fuoristrada o delle prestazioni. Va detto che non fu l’unico esempio nel mercato – si veda, ad esempio, l’Honda Varadero – ma la Caponord contribuì significativamente all’impulso verso le crossover. Aveva un’identità propria, anche una certa eleganza. Ancora oggi interessanti.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.