Quanto "speciale" è la Cfmoto 450 MT che ha vinto il Romaniacs?

Michele Lallai
Pubblicato il 1 settembre 2026, 17:19
A prima vista sembra una Cfmoto 450MT, e in effetti lo è, ma soltanto fino a un certo punto. Quella con cui Mario Román ha vinto la categoria Adventure Ultimate della Red Bull Romaniacs 2026 è partita dalla bicilindrica adventure cinese di serie, ma è stata sottoposta a una preparazione molto più profonda di quanto possa far pensare la definizione di moto “quasi completamente standard” utilizzata dallo stesso pilota, che ha battuto la Ténéré 700 dello specialista Tarres sul suo terreno preferito, scatenando la curiosità degli appassionati su cosa veramente nasconda quella "quattroemmezzo" lì.

La base di partenza non è male!
Román lavora con Cfmoto dallo scorso gennaio come sviluppatore della gamma Adventure, e insieme al suo meccanico Biel ha avuto mesi per capire dove intervenire. Grazie a un'analisi del magazine Enduro21, che è andato a cercare il pelo nell'uovo dell'elaborazione di questa moto, possiamo dire che il risultato è una 450 MT nella quale il motore è rimasto sostanzialmente originale, così come il telaio, ma quasi tutto ciò che determina il comportamento dinamico è stato rivisto. L'obiettivo principale era uno: togliere alla 450MT quei 195 kg che, nel fuoristrada estremo, rappresentano il suo limite più evidente.
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Le ruote originali sono state sostituite con un set realizzato da SOS Racing Parts su cerchi Excel più stretti, studiati per utilizzare pneumatici da enduro Plews EN1 Extreme con mousse. Il solo intervento sulle ruote permette di risparmiare circa 6 kg e non è un dettaglio: togliere peso alle masse rotanti e non sospese modifica radicalmente la risposta della moto, rendendola più agile e soprattutto meno impegnativa nei cambi di direzione e nei passaggi tecnici.
Poi ci sono le sospensioni, e qui la distanza dalla moto di serie diventa ancora più evidente. La forcella KYB originale da 41 mm è stata sostituita da una Showa da 48 mm ultraspecialistica con cartucce Andreani. Dietro lavora un ammortizzatore Öhlins più lungo che aumenta l'altezza da terra del retrotreno di circa 30 mm. È una modifica che porta la 450MT in una dimensione completamente diversa rispetto alla moto stradale: maggiore sostegno, più capacità di assorbimento e soprattutto maggiore stabilità quando il ritmo aumenta.

Motore? quello è stato tenuto invariato
Sul motore, invece, la filosofia è stata decisamente più conservativa. Il bicilindrico di serie non è stato aperto e gli organi interni sono rimasti quelli prodotti nello stabilimento Cfmoto di Hangzhou. Ma anche qui parlare di motore completamente originale sarebbe sbagliato, perché stato installato uno scarico completo Akrapovič in titanio senza catalizzatore, abbinato a una ECU specifica, mentre la trasmissione finale è stata accorciata per migliorare la risposta nelle sezioni più lente e impegnative. La meccanica interna, insomma, è quella di serie, ma il modo in cui il motore eroga la sua potenza non lo è più completamente.
Anche l'ergonomia è stata adattata al pilota e all'utilizzo agonistico. Il manubrio è di tipo enduro, la sella mantiene la propria imbottitura ma riceve un rivestimento per migliorare il grip, mentre le pedane sono Akrapovič in titanio. La lunga leva della frizione originale è stata sostituita con una più corta. Sono modifiche apparentemente secondarie, ma su una gara che costringe il pilota a trascorrere ore in piedi sulle pedane, affrontando discese, pietraie e salite impossibili, diventano parte integrante della prestazione.

Dieta pesante!
La cura dimagrante è proseguita eliminando tutto ciò che appartiene alla vocazione stradale della 450MT. Indicatori di direzione, portatarga, cavalletto laterale e pedane per il passeggero sono stati rimossi. Anche l'impianto frenante è stato profondamente modificato: al posto delle pinze J.Juan di serie sono arrivati componenti Brembo, con dischi Galfer e un anteriore da 270 mm protetto da un'apposita protezione in alluminio. L'assenza del ride-by-wire ha consentito a Román di utilizzare un comando del gas ricavato dal pieno, la chiave è stata eliminata in favore di un tappo del serbatoio a sgancio rapido, mentre i pulsanti di avviamento e spegnimento sono stati separati e ricollocati.
La 450MT vincente, dunque, non è una moto di serie. È una vera e propria special, anche se costruita intorno a una base di produzione molto valida. Per portarla alla Romaniacs è stato necessario intervenire pesantemente sui suoi principali limiti dinamici, ma il risultato è comunque significativo, Román ha battuto Pol Tarrés, uno dei massimi specialisti del fuoristrada estremo su moto adventure. Una mossa sportiva e di marketing da 10 e lode!
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