Agosto, città vuote: perché questo è il momento più bello per scoprirle in moto

Antonio Vitillo
Pubblicato il 11 agosto 2026, 11:43 (Aggiornato il 11 agosto 2026, 10:06)
Vero, oggi le città sono invase dalle auto. Ma c'è un momento dell'anno in cui le strade e i vicoli cambiano volto. Si svuotano quasi, di parcheggi se ne trovano a iosa, ai semafori ci si ferma in solitaria e sembrano durare meno. E quella stessa città, che per undici mesi all'anno costringe il motociclista a prestare attenzione a 360 gradi e metro dopo metro, diventa improvvisamente più accogliente, più “propria”. È agosto, facendo la tara del caldo, per chi va in moto può essere uno dei periodi migliori per godersi la propria città.
Se poi si esce presto, al mattino, il piacere aumenta guidando avvolti in quell’aria frizzantina che da lì a poco si arroventa. Quando i negozi sono ancora chiusi e la città appartiene quasi soltanto a quei pochi che vi lavorano. Ma si può anche aspettare il tramonto, quando l'asfalto inizia a raffreddare e il sole è già dietro il palazzo municipale. La prospettiva in agosto cambia comunque. La stessa strada che normalmente si percorre avendo “mille occhi” attenti, può diventare un tratto da osservare e scoprire, da godere.
Naturalmente le città non diventano improvvisamente sicure. I pedoni ci sono sempre, forse addirittura di più per via dei turisti. Poi i ciclisti, chi utilizza i monopattini e gli automobilisti che escono da un parcheggio, ciascuno comunque è un pericolo da considerare. Oltre al fatto che una strada relativamente libera può indurre proprio all'errore di abbassare la guardia.
A Roma e Milano, gira pagina
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