Con BSA sul Lago di Como tra storia e condivisione
Mathias Cantarini
Pubblicato il 26 giugno 2026, 09:55 (Aggiornato il 26 giugno 2026, 18:55)
Il marchio BSA è tornato da qualche anno nei listini europei grazie al colosso indiano Mahindra, che ne ha rilevato la proprietà. Una storia simile a quella di molti altri gloriosi brand del passato, tornati a vivere grazie a investimenti asiatici che stanno riportando in Europa moto dal sapore storico. Siamo stati sul Lago di Como per provare i tre modelli in listino e vivere una giornata di aggregazione in perfetto stile BSA.
La storia di BSA
Birmingham Small Arms: questo è l’acronimo della Casa inglese nata nel 1861 come fabbrica di armi leggere, che dal 1903 ha aperto la propria divisione motociclistica. La prima due ruote viene prodotta nel 1910 e, da quel momento, la storia dell'azienda cambia radicalmente. Al termine del primo conflitto mondiale, BSA inizia la sua espansione con la produzione in serie di motociclette, mentre arrivano i primi successi nelle corse grazie alla Gold Star. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, BSA è ormai diventata il più grande produttore di moto al mondo: si stima che un veicolo su quattro in circolazione sia proprio una BSA. Un primato che ha reso il marchio un punto di riferimento globale non solo sulle strade, ma anche nelle competizioni, dove è tra i mezzi più scelti dai piloti privati.
Tutto si interrompe bruscamente agli inizi degli anni ’70 con la bancarotta che, nel 1973, pone fine all’era d’oro del brand. Oltre quarant'anni più tardi, nel 2016, Classic Legends Pvt. Ltd (società controllata dal Gruppo Mahindra) rileva i diritti del marchio, riportando sul mercato nel 2021 la BSA Gold Star 650 e, lo scorso anno, la Scrambler 650 e la Bantam 350. Tre nomi storici che oggi sono tornati in vita. Nell'ultima edizione di EICMA è stato svelato anche il quarto tassello, la Thunderbolt 350, che dovrebbe entrare in produzione in estate, mentre per la fine dell’anno sono attesi altri tre nuovi modelli, tutti ispirati alla gloriosa tradizione del costruttore britannico.

Un viaggio nel tempo
Per farci scoprire la storia di BSA e i tre modelli attualmente in listino, Pelpi International — importatore del marchio in Italia — ha organizzato una giornata in riva al Lago di Como: un mix di storia e strade fantastiche per farci assaporare il vero spirito di aggregazione del brand. Siamo partiti da Merone (CO) dall’Hotel “Il Corazziere”. Non si è trattato di un punto a caso, ma di una scelta ben precisa: dove oggi sorge l’albergo, nel secolo scorso c’era l’omonima locanda fondata da un ex Corazziere di Re Vittorio Emanuele. Quest'ultimo, dopo trent’anni di servizio per il Regno d’Italia, decise di dismettere la divisa e mettere su famiglia vicino al Lago di Como, offrendo ristoro a tutti gli ex colleghi che viaggiavano verso Mandello del Lario.
Da qui è iniziato il nostro viaggio nella storia, sulle strade che furono del celebre Circuito del Lario, in sella alla Bantam 350 (Qui il nostro test). Avevamo già guidato l’ultima nata della Casa inglese lo scorso anno a Londra, ma a distanza di dodici mesi ci siamo ritrovati su percorsi decisamente più adatti a esaltare le doti dinamiche di questa piccola modern classic. Il motore da 29,3 CV raffreddato a liquido (un unicum nel segmento) è il più potente della categoria e si sposa egregiamente con la ciclistica della moto. I 185 kg in ordine di marcia spariscono non appena si inserisce la prima: la Bantam si rivela leggera nel traffico urbano, ma anche svelta e precisa tra le curve che ci hanno portato fino a Bellagio. Qui abbiamo parcheggiato sul retro di Villa Melzi, una dimora privata voluta e costruita all'inizio del 1800 da Francesco Melzi d'Eril, vicepresidente della Repubblica Italiana fondata da Napoleone Bonaparte.

Siamo ripartiti verso il Ghisallo in sella alla Scrambler 650 (Qui il nostro test). Il peso di 218 kg si avverte soltanto nelle manovre da fermo perché, non appena ci si muove, la moto si rivela agile e svelta tra le curve. Il merito va anche all’ruota anteriore da 19” (calzata con pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR) che offre un ottimo grip e una notevole sensazione di sicurezza quando il ritmo si fa più serrato, complice un impianto frenante affidato a una pinza radiale Brembo a 4 pistoncini con disco da 320 mm.
Il motore monocilindrico da 652 cc eroga 45 CV e si dimostra estremamente sfruttabile, confermando le ottime impressioni della nostra prova dello scorso anno. In montagna, una volta inserita la terza marcia, ci si può quasi dimenticare del cambio: il propulsore è in grado di riprendere anche dai bassissimi giri senza strappare, permettendo di godersi appieno la strada. Dopo una doverosa sosta al Monumento ai Caduti del Motociclismo, situato lungo lo storico tracciato del Circuito del Lario, siamo infine arrivati al Santuario della Madonna del Ghisallo per l’ultimo cambio moto.

Il ritorno di BSA: tre modelli per rivivere il mito della metà del '900
Ad attenderci per l’ultimo tratto di strada c'era la Gold Star 650 (Qui il nostro test), la moto che ha dato il via al rilancio di BSA e che condivide la stessa base tecnica della Scrambler, alla quale ha donato motore e telaio. Rispetto alla sorella tassellata, l’ingresso in curva è più "pesante", ma la Gold Star è nata non tanto per correre, quanto per quei gentlemen riders che cercano un mezzo capace di riportarli a metà del Novecento: una moto semplice, dal design senza tempo, perfetta per rivivere le sensazioni di quando si è saliti in sella la prima volta.
Tutti e tre i modelli sono già disponibili presso i 30 concessionari attualmente attivi in Italia (l’obiettivo di Pelpi International è raggiungere quota 60 entro la fine dell'anno), dove è possibile provare le demo bike prima dell’acquisto. I prezzi partono dai 4.099 euro della Bantam 350 per arrivare ai 7.999 euro della Scrambler 650, mentre per la Gold Star il listino propone diversi allestimenti con prezzi compresi tra i 6.599 euro e i 7.999 euro.

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