Kawasaki Z650 S: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"

Alessandro Codognes
Pubblicato il 11 giugno 2026, 11:40
Dal mio metro e novanta (e rotti…), ammetto di aver particolarmente apprezzato le modifiche ergonomiche che Kawasaki ha apportato alla sua Z. Quando ho letto il comunicato ho proprio pensato “Sta a vedere che mi hanno ascoltato!”. Sono sempre stato molto critico su questo aspetto: il manubrio della Z650 standard sembra quello di una “graziella” e la sella è troppo bassa dal suolo. Ok, forse sto esagerando, ma per chi è alto come me era davvero difficile rimanere seduto senza provare fastidi. Ora la storia è diversa, e non si tratta di una mera questione di comfort, ma anche di guida: poter distendere le braccia in percorrenza di curva, avere maggiore mobilità grazie alla sella più alta… Sono modifiche che, lette su carta, sembrano poca cosa rispetto (per esempio) a un nuovo motore o a una ciclistica rivoluzionaria, ma in realtà portano dei grandissimi benefici. Anche perché il resto del pacchetto era già valido: al bicilindrico manca un po’ di carattere, forse, ma spinge il giusto ed è regolare nell’erogazione. La ciclistica è sempre stata sana, equilibrata, con sospensioni che scorrono e assicurano sempre un buon assetto. Giusto per non fare nomi, la Yamaha MT-07 ci ha impiegato qualche generazione, prima di arrivare a un risultato paragonabile… Quindi, per me, è un deciso “sì!”
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