Accordo UE-India: svolta storica per le moto europee

L’accordo di libero scambio riduce drasticamente i dazi e apre, nel mercato motociclistico indiano, nuove opportunità per le case italiane e i costruttori europei 
Accordo UE-India: svolta storica per le moto europee

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 27 gennaio 2026, 15:10

L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, annunciato il 27 gennaio 2026, segna un punto di svolta per l’industria motociclistica. Per la prima volta, uno dei mercati più grandi del mondo apre in modo strutturale alle moto europee, riducendo quelle barriere tariffarie che per decenni hanno limitato l’accesso dei costruttori occidentali.

Dazi ridotti: le moto europee diventano competitive

Il cuore dell’FTA (Free Trade Agreement) riguarda, infatti, l’abbattimento dei dazi sui veicoli importati: dal precedente 110% si scenderà progressivamente fino al 10%, con una riduzione immediata al 35%.
Per il settore moto, questo significa rendere finalmente competitivi i modelli premium di marchi come BMW Motorrad, finora penalizzati da prezzi fuori scala rispetto ai concorrenti locali. Ancora più rilevante è la liberalizzazione della componentistica: i dazi su parti e ricambi vengono azzerati, favorendo l’assemblaggio locale e l’integrazione delle filiere europee e indiane

Quote di importazione e focus sul segmento premium

L’accordo prevede una quota complessiva di 250.000 veicoli all’anno a tariffe agevolate – come confronto, si consideri che precedenti accordi con il Regno Unito parlavano di 37.000 unità – con una stima di circa 50.000 unità destinate a moto premium e veicoli speciali.
Le agevolazioni si applicano a veicoli con valore superiore a 15.000 euro, delimitando l’accordo al segmento alto di gamma e lasciando intatto il mercato di massa, dominato dai produttori locali.
Per i marchi europei, si può verosimilmente immaginare uno scenario in cui poter testare il mercato con modelli importati, consolidare il brand e valutare investimenti produttivi in loco. Mentre i produttori indiani (come Bajaj, TVS o Hero) potrebbero beneficiare di un accesso semplificato e diretto alle tecnologie europee di alta gamma.

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