ZXMoto Vs. Cfmoto, V5 contro V4: la Cina prepara le sue Superbike per il 2028

Sono i due marchi cinesi che più guardano al mondo delle maxi sportive e con l'annuncio di Zhang Xue con il progetto V5 si preparano i fuochi per uno scontro epocale, anche nel Mondiale delle derivate

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ZXMoto Vs. Cfmoto, V5 contro V4: la Cina prepara le sue Superbike per il 2028

William ToscaniWilliam Toscani

Pubblicato il 27 settembre 2026, 10:33 (Aggiornato il 27 settembre 2026, 09:23)

La Cina ha deciso di alzare - e di brutto - l’asticella. Dopo aver conquistato spazio sul mercato europeo con naked, crossover e adventure, adesso vuole entrare nel salotto buono delle moto sportive. E quale vetrina migliore del Mondiale Superbike?
L’anno da segnare sul calendario è il 2028, quando sulla griglia potrebbero arrivare due progetti molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa ambizione. Da una parte Cfmoto, che sta sviluppando la sua superbike con motore V4 e che già abbiamo visto a EICMA 2025; dall’altra ZXMoto, già protagonista nel Mondiale Supersport e pronta a giocare una carta decisamente più originale: un cinque cilindri con bancate a V. Insomma, V4 contro V5. Una sfida tutta cinese che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata fantascienza.

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ZXMoto non vuole fermarsi alla Supersport

ZXMoto sta bruciando le tappe. L’esperienza nel Mondiale Supersport insieme a Evan Bros non viene considerata un punto d’arrivo, ma il primo gradino di un progetto molto più ambizioso. L’obiettivo è già stato dichiarato: entrare in Superbike nel 2028.
Il programma di sviluppo è partito e in Cina l’entusiasmo non manca. La gara di Portimão è stata seguita in azienda davanti a un maxischermo da moltissimi dipendenti e i risultati ottenuti nel Mondiale hanno acceso un interesse nuovo attorno al marchio.

"La reazione in Cina è stata incredibile", spiega Zhang Xue, anima e fondatore di ZXMoto. Un’attenzione legata non tanto al motociclismo in generale quanto alla possibilità di vedere finalmente un costruttore nazionale giocarsela su un palcoscenico internazionale. E dopo la Supersport, il salto sarà enorme.

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Cinque cilindri a V: ZXMoto sceglie la strada più difficile

La parte più intrigante riguarda naturalmente il motore. Da ZXMoto, in occasione del round SBK di Cremona, hanno confermato che la futura sportiva sarà spinta da un cinque cilindri, una configurazione praticamente aliena nell’attuale panorama delle moto di serie e vista solo sulla prima Honda MotoGP, la RC211V.
Una scelta tecnica che permette già di capire quanto il costruttore voglia utilizzare il progetto per distinguersi. Non si tratta soltanto di arrivare tra le Superbike di serie (e tra quelle del mondiale), ma di farlo con qualcosa capace di attirare l’attenzione ancora prima di entrare in pista.

Naturalmente siamo ancora nella fase iniziale. Da qui al 2028 ci sarà parecchio lavoro da fare e soprattutto bisognerà capire quali saranno le caratteristiche definitive della moto e come il progetto verrà adattato ai regolamenti del Mondiale. Una cosa, però, è chiara: ZXMoto non sembra intenzionata a presentarsi per fare numero. E a testimonianza di ciò, basta gurdare ai risultati ottenuti già in SS con la 820 RR oltre che alla Dakar, quando Xue era a capo del marchio (anche questo fondato da lui ma poi ceduto) Kove. 

Evan Bros, il ponte tra Cina e Italia

In questa storia potrebbe esserci ancora parecchia Italia. La collaborazione con Evan Bros sta permettendo al costruttore cinese di sfruttare l’esperienza di una squadra che conosce molto bene il paddock delle derivate di serie.
"Sappiamo cosa serve per costruire una moto competitiva e andare forte", spiegano dal team. Il rapporto è continuo e il lavoro svolto in Supersport serve anche per accelerare la crescita tecnica del progetto. Significa che vedremo Evan Bros con ZXMoto anche in Superbike? Non necessariamente.
Mancano ancora due anni e dalla Casa cinese preferiscono non sbilanciarsi. La possibilità, però, non viene esclusa. E sarebbe un passaggio interessante: tecnologia cinese e know-how italiano insieme anche nella classe regina delle derivate di serie.thumbnail

CFMOTO risponde con il V4

ZXMoto, però, non è sola. Perché anche Cfmoto ha ormai messo nel mirino il mondo delle superbike. In questo caso la strada scelta è differente e decisamente più convenzionale: un V4 di circa 1.000 cc destinato alla SR-RR, la sportiva (presentata come SR-RR Prototype) con la quale il costruttore vuole dimostrare di poter competere anche ai massimi livelli prestazionali. Su strada ma soprattutto in pista. E anche qui l'italia è regina: telaio e motore sono stati disegnati da tecnici italiani con esperienza in MotoGP.

Il prototipo V4 SR-RR ha già mostrato numeri importanti durante lo sviluppo, superando i 300 km/h e mettendo sul tavolo una potenza superiore ai 200 CV. Ma soprattutto rappresenta qualcosa che fino a poco tempo fa mancava all’industria cinese: una vera piattaforma pensata per entrare nel territorio delle superbike europee e giapponesi. E anche per Cfmoto l’orizzonte indicato per il possibile grande salto è proprio il 2028.

La Cina non vuole più soltanto vendere moto

È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intera faccenda. Le Case cinesi hanno ormai dimostrato di poter crescere rapidamente sul mercato, ma le maxi sportive con semimanubri e il racing  sono un’altra storia.
Arrivare sul mercato della SBK e quindi correre nel campionato significa confrontare motori, telai, elettronica e capacità di sviluppo con costruttori che hanno alle spalle decenni di esperienza. Significa anche mettere il proprio nome accanto a Ducati, BMW, Yamaha, Honda e Kawasaki e accettare il verdetto del cronometro. ZXMoto lo sta già sperimentando in Supersport. Cfmoto, forte anche dell’esperienza maturata nei Gran Premi nelle categorie minori, sembra pronta a fare un altro passo.
Il 2028 rischia di diventare una stagione spartiacque. Da una parte il V4 Cfmoto, dall’altra l’inedito V5 ZXMoto e dall'altre i marchi storici chiamati a rispondere a questa "offensiva".
La Cina sa ormai costruire moto capaci di convincere il mercato. Adesso vuole dimostrare di saper costruire anche moto capaci di vincere in una arena difficlissima come quella delle maxi sportive da oltre 200 CV, da sempre dimostrazione di forza e tecnologia. Insomma... ne potremmo vedere delle belle

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