QUI il racconto della prima tappa.

Anche a Chenini, decidiamo di ingaggiare un abitante del luogo per farci da guida. Siamo fortunati, perché in questo periodo dell’anno le comitive di turisti sono meno invadenti e ci possiamo godere tanta bellezza insieme ai locali. Dalle parole della guida veniamo a scoprire che i berberi sono stati cristiani, prima di divenire musulmani, e che in realtà la loro prerogativa più grande è sempre stata la libertà. Ad oggi, più di 30 milioni di Berberi abitano nei vari stati del Nord Africa e hanno lingua, tradizioni e alfabeto proprio.

Ad oggi, circa 150 famiglie abitano ancora il villaggio che ha goduto negli ultimi anni di importanti opere di recupero e restauro. L’elettricità, qui, è arrivata circa 25 anni fa, mentre per l’acqua si è dovuto aspettare gli ultimi anni ed ora, grazie ad una pompa e una cisterna, non è più necessario mandare gli anziani alla sorgente. Chenini è uno degli ultimi villaggi berberi con case troglodite ad essere abitato. Percorrere il sentiero che sale verso la moschea dona agli occhi immagini splendide.

A DOMINARE DALL’ALTO IL VILLAGGIO, È LO KSOUR, dove tutti gli abitanti conservano da sempre alimenti e viveri. Lo Ksour è un granaio fortificato con piccolissimi ingressi, dai quali non possono passare neppure le anfore che contengono gli alimenti. E’ totalmente mimetizzato sulla collina in modo tale che all’arrivo degli invasori risulti difficilmente visibile e comunque praticamente impossibile da svuotare. Tattiche geniali che hanno permesso ai Berberi di resistere agli invasori Fenici, Cartaginesi e Romani capitolando solo nel 40 d.c. sotto il regno di Caligola.

LA MATTINA DOPO, ben riposati, siamo di nuovo in sella alla nostra Africa Twin sulla strada verso il deserto: meravigliosi gli scorci sul Canyon di rocce rosse alla nostra sinistra. Ci concediamo una sosta nei pressi di Ksar Haddada, un altro degli Ksar abbandonati, che hanno funzionato come set di Star Wars (poi trasformatosi in un hotel, funzionante fino al 1998). Passeggiamo per i sentieri rocciosi mentre un ragazzo ci racconta come, dopo la grande spinta data dall’uscita del film, tutto si sia esaurito in pochi anni, e di quanto sia difficile oggi riottenere i permessi per tenere in piedi la struttura alberghiera.

GIUNTI AL VILLAGGIO DI KSAR HALLOUFE imbocchiamo la C114, fiduciosi nel nostro navigatore e in Google Maps che la segnalano come strada, mentre sulla nostra cartina è indicata come pista. In effetti si tratta di una striscia di asfalto malcurato, primo assaggio di deserto: spuntno le prime dune e le barriere pazientemente costruite con foglie e tronco di palma per proteggere la strada dalla sabbia. Non resistiamo a fermarci per fotografare lo spettacolo e per la gioia mi sdraio lungo la strada in cui non passa veicolo ormai da km.