Un viaggio lungo 13.000 km e 11 paesi: Kirghizistan, Tajikistan, Uzbekistan, Kazakhstan, Russia, Ucraina, Transnistria, Moldova, Romania, Bulgaria, Grecia e Italia. Nella prima parte del loro report, Serena e Francesco ci raccontano la scelta del percorso, paure e timori prima della partenza e di come queste si siano sciolte, insieme al loro meticoloso programma, di fronte agli imprevisti che hanno dovuto affrontare fin dall’inizio, fin dalla prima nazione visitata: il Kirghizistan.

TRENO, PULLMAN E AEREO. Davvero strano come inizio per un viaggio in moto. Durante le passate avventure su due ruote, eravamo arrivati fino alla sponda occidentale del Caspio. il Caucaso ci aveva conquistato. Ma cosa avremmo potuto scoprire oltre? Sulla cartina potevamo leggere di Stati dai nomi impronunciabili, che finivano tutti con “stan”, "terra di". Paesi custodi di territori affascinanti ed eterogenei, dai deserti sconfinati ad alcune tra le montagne più alte del pianeta, fino ai laghi salati al confine con la Cina. E poi una città, così importante nei libri di storia, che il pensiero di raggiungerla con la nostra moto valeva da solo il viaggio. E al centro di tutto il Pamir: un luogo quasi mitologico per chi, come noi, passa inverni a sognare, leggendo libri e racconti di altri viaggiatori.

COME FARE PER RAGGIUNGERE QUEI LUOGHI E RIUSCIRE A TORNARE, nei 45 giorni a nostra disposizione? Unica soluzione: spedire la moto. Cercando su Internet si trovano tante agenzie che si occupano di “recapitare” mezzi di ogni tipo, in ogni parte del globo. Ne scegliamo una con una grande esperienza in quella regione del pianeta. Pensavamo che il più fosse fatto, ma invece eravamo solo all’inizio della nostra progettazione: visti, scelta del percorso, scelta delle gomme e dell'equipaggiamento, cartine da acquistare e, soprattutto, domande a raffica ai nostri amici globetrotter che avevano già visitato quei luoghi.

QUESTIONE PRINCIPALE: la condizione delle strade. Io non sono un pilota di off-road e Serena ama molto più l'asfalto che lo sterrato, ma se per visitare un luogo unico ci sono chilometri su ghiaia, sassi o terra da percorrere, non ci tiriamo certo indietro. Stavolta, però, la situazione è più complessa; leggendo nei racconti e diari di viaggio si parla di alcune delle strade più alte e dissestate del mondo. Strade che cambiano di anno in anno.

COSA CI HA CONVINTI A NON DESISTERE? Le voglia di partire e il nostro amico Fabio, che dopo ore passate a studiare una cartina conclude con: “Francesco vai! In qualche modo ce la farete, se non da soli, grazie a qualcuno che sicuramente vi aiuterà”. E allora, eccoci all'aeroporto di Bologna, armati di borsa da serbatoio e zainetto da trekking. La moto era stata caricata sotto casa, su un camion, quasi un mese prima.