Le ultime due tappe ci riporteranno a Nord verso l’imbarco attraversando l’isola dalle montagne: il bel tempo non ci abbandona e almeno per ora le previsioni non sono delle migliori ma non abbiamo paura di nulla: siamo motociclisti impavidi, noi. 

LA PIOGGIA CI INSEGUE - Partenza da Arborea e dopo alcuni chilometri di strada ci fermiamo a Fordongianus sede di un complesso termale dell’antica Roma: dalle sorgenti sgorgano acque che, attraversato il sottostante banco vulcanico, raggiungono la temperatura di 54°. Breve pausa e si riparte, i chilometri sono ancora tanti e le notizie sul meteo non sono confortanti, con temporali e pioggia proprio verso la nostra destinazione Arbatax. La prima parte del fuoristrada non cambia a livello del fondo: sassi ghiaia e la solita polvere che ormai è una parte di noi, attraversiamo  immense foreste di querce e la curiosità di fermarci per cercare qualche fungo ci assale ma abbiamo un programma da rispettare quindi niente frutti del bosco stavolta. Dopo la pausa pranzo ripartiamo, il tempo peggiora e nuvole minacciose circondano le montagne che dobbiamo attraversare, la strada inizia a bagnarsi e le gocce macchiano la visiera, si decide per una sosta un rapido consulto tra di noi e compaiono le tute antipioggia, per chi ha avuto l’intuizione di portarle.

ULTIMI KM DIFFICILI - Alberto tira fuori un antipioggia che non usava da tanti anni e soprattutto dove entrava con molti meno chili. L’operazione di vestimento si rivela complicata: bisogna abbracciarlo da dietro e avvicinare i lembi mentre altri cercano di chiudere la zip. In breve operazione compiuta anche se il risultato assomiglia molto a un insaccato.
Pochi metri ed ecco il temporale, il fuoristrada si complica, moto da più di 200 chili e fango sono una combinazione poco equilibrata e le gomme presentano un consumo non indifferente, il fuoristrada e i sassi sardi non fanno sconti a nessuno. Il fondo scivoloso mette in difficoltà qualcuno, con l’aiuto di qualche bella pedata e usando il gas con una malizia da vero endurista anche i tratti più affannosi vengono completati. Non si vede nulla e siamo dispersi in un fitto bosco immersi nella nebbia, ma troviamo ugualmente il tempo per una sosta e quattro risate della situazione che stiamo vivendo.

ARRIVEDERCI - Sopravviviamo a tutto nessuno caduta e nessun problema fradici di acqua arriviamo in albergo. Domani ci attende l’ultima giornata, un programma tranquillo in parte che ci permetterà di rilassarsi, chi se la sente potrà testare la tecnica che ha imparato in questi giorni su una specie di sentiero con sassi di medie dimensioni che si snoda attraverso un bosco per poi buttarsi sull’Orientale Sarda un susseguirsi di curve e controcurve impreziosite da un panorama che lascia senza fiato.
Non ci sono deviazioni fino a Golfo Aranci e ognuno si potrà godere la strada all'andatura che ritiene più consona, un tragitto breve ma anche la giornata più triste, è stato un bellissimo gioco che in una settimana era divenuto parte di noi come la polvere e il caldo. Peccato che tutto finisce sempre troppo presto.