Settant’anni con la medesima maglietta sono cosa da non sottovalutare; se per maglietta intendiamo la stessa filosofia, faccia, ambizioni e credibilità, allora davvero Ape, il versatile tre ruote della Piaggio, presentato nel 1948, è un punto fermo dell’azienda e perfino della cultura italiana in senso lato. Nelle sue numerosissime versioni, Ape ha di certo contribuito alla crescita e al consolidamento dell’economia del “Belpaese”, partendo dalle sue doti di piccolo trasportatore.

NEL 1948 L’ITALIA ERA DIVERSA DA QUELLA DI OGGI; entrava in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana e Vittorio De Sica vinceva il premio Oscar con “Ladri di biciclette”; molto diversa… l’idea geniale fu quella di attaccare alla Vespa, nata due anni prima, un’appendice. E da lì fu un incedere incessante: tante versioni, allestimenti, fino ad arrivare al 2018, settantesimo compleanno, quando vengono presentate in occasione del raduno internazionale EuroApe 2018 due nuove versioni: Ape 50 EURO4 e Ape Calessino 70°. Un’innovativa motorizzazione a 2 tempi da 50 cm3 per il primo, in grado di rispettare la normativa Euro4; un’elegante tinta “Neptune blue”, oltre ad esclusivi dettagli di finitura, per il secondo.

EUROAPE 2018 si è svolto nelle giornate del 21, 22 e 23 Settembre a Salsomaggiore Terme (PR); noi ci siamo stati e dobbiamo subito dire che si è trattato di una piacevolissima esperienza: viale Romagnosi era pieno delle più svariate versioni ed interpretazioni di Ape, alcune storicamente corrette, altre frutto di più recente passione; e proprio quest’ultima trapelava in ogni sguardo e commento sui simpatici veicoli. Il tutto senza dimenticare la meravigliosa storia “vera” di Ape che ha lavorato, faticato e gioito e, oseremmo dire, anche pianto, con mezza Italia, dagli anni ’50 in poi; non è cosa da poco…

QUALCHE APPASSIONATO scommette che Ape, in senso collezionistico, potrebbe essere la nuova frontiera in casa Piaggio, dato che, si sussurra, la Vespa avrebbe raggiunto un livello difficilmente espandibile; vedremo, di certo, mezzi così simpatici ed utili allo stesso tempo come Ape, ne esistono pochi al mondo.

DURANTE IL RADUNO abbiamo potuto ammirare l’Ape lavoratore con il suo cassone consunto, quello elegante per portare a spasso villeggianti ad Anacapri, quello fatto per trasportare di giorno masserizie e turisti alla sera, e viceversa; abbiamo ascoltato un appassionato della Val Brembana che ci raccontava, con gli occhi lucidi, di quando convinse un paese intero ad acquistare, per il quotidiano, un mezzo per lavorare e per muovere le persone: ci ha confidato che “il mondo andava meglio”… ma finchè c’è Ape, c’è speranza.

DEL RESTO, APE DEL TERZO MILLENNIO, prodotto anche negli stabilimenti indiani di Baramati, è certamente destinato a ripetere la sua storia anche in terre lontane.