Un Chianti semisconosciuto, quasi in tuta mimetica - tra il color talpa spento dei campi e le vigne ibernate, con improvvise fiammate residue di fogliame rossobruno, capaci di confondere l’occhio abituato ai toni tersi ed al verde acceso dei filari estivi - quello che per tre giorni, dall’8 al 10 dicembre, i cinquanta iscritti alla seconda edizione della 5000 Pieghe Winter hanno visto sfilare ai lati del casco. “Sorellina” invernale della più classica 20.000 Pieghe. Stessi organizzatori (Motoclub Motolampeggio), stessa formula a cavallo tra mototurismo e sport, stesso approccio dinamico al territorio. Cambiava solo la stagione. E il numero dei chilometri. Stavolta sono stati 350, in due tappe.

COME CAMPO-BASE, lo staff capitanato da Daniele Alessandrini ha scelto, tra le colline di Figline Valdarno, Villa La Palagina, bel resort 4 stelle a ridosso della Tenuta Il Palagio, residenza del cantante e attore Sting, mitica voce dei Police. Antico casale circondato da ulivi e vigneti, la Villa è stata occupata in esclusiva dalla “truppa pieghista” durante l’intero weekend. Tra le sue mura charmant e confortevoli, l’arrivo della gelida perturbazione dell’Immacolata s’è reso in qualche modo più accettabile.

LA PRIMA TAPPA è partita in notturna, novità assoluta per il Motolampeggio: 56 km sotto la pioggia, puntando prima ad est, verso Arezzo e il Pratomagno, poi decisamente a nord, direzione Riserva di Vallombrosa. Buio e meteo non sono bastati a scoraggiare i partecipanti, ma i più sono stati messi alla frusta. Problematico infatti individuare i percorsi della Tabella di marcia, tanto che solo in nove hanno concluso a punteggio pieno, centrando tutti i controlli e non subendo penalità per il ritardo all’arrivo. Tutti, pur grondanti acqua, hanno comunque dichiarato d’essersi divertiti.

PER LA TAPPA CLOU DA 280 KM DI SABATO 9, il freddo ha rinforzato, ma la pioggia per fortuna ha dato tregua. Un ampio anello nel cuore del Chianti classico, un su e giù collinare verso Greve, e poi a sud, attraverso altri luoghi simbolo della Toscana “minore”, come Panzano, Radda, Gaiole, fino ai margini delle Crete senesi, prima di far rientro trionfale verso il Valdarno. Con imperdibili soste rifocillo, sapientemente studiate dallo staff organizzatore per offrire ai pieghisti vere eccellenze del territorio. Come la “ciaccia” (pizza bianca) appena sfornata dalla Trattoria-fattoria Da Pordo, da mezzo secolo posto di stazione del mototurista accorto, unita a deliziosi salumi a chilometro zero. O lo straordinario pranzo veloce nelle antiche sale decorate del millenario Castello di Meleto. Anche suggestivo, subito dopo il tramonto, l’arrivo nella medievale Piazza del Mercato di Figline (Comune patrocinante), con la consueta batteria conclusiva delle prove discriminanti d’abilità. Senza dimenticare la visita-accoglienza-degustazione di domenica mattina alla storica Villa Casagrande, già dei conti Serristori, oggi in proprietà alla famiglia Luccioli che vantava ben tre partecipanti biker iscritti a questa 5000 Pieghe.

IN CONCLUSIONE, nella classifica assoluta, s’è imposto Antonio Catalano (KTM 1290 S), 55enne impiegato di Bollate (MI), con tessera del motoclub Vecchio Piemonte, rivelatosi impeccabile in entrambe le tappe e fortissimo nelle prove di abilità. Completavano il podio Andrea Zannoni (bergamasco di Treviglio, 54 anni, BMW R 1200 GS), secondo, ed il milanese classe 1970 Silvano Cassi (Triumph Tiger 800 XC), terzo. Oltre alla soddisfazione sportiva, i tre si sono aggiudicati i pneumatici invernali offerti dallo sponsor Anlas. Un treno a testa.

LA CLASSIFICA RISERVATA ALLE LADY ha visto invece prevalere la giovanissima romana Maria Vittoria De Giorgio, popolare anche come “Donna de furesta” (dalle sue origini abruzzesi), che continua a destreggiarsi brillantemente tra pista, enduro e turismo, per l’occasione in sella alla nuova Suzuki V-Strom 650 affidatale dalla Casa. Nella classifica a squadre la vittoria è andata a “I Fiorentini”, con Miniati-Paoli, Braccialini e La Volpe, che hanno preceduto gli “Amici di Cesare” (Casiraghi, Fumagalli e Redaelli) e i “Gerontoriders” (Biancardi, Petrilli, Radaelli). Infine, tra i Moto Club, affermazione degli “Amici di Cesare”, con Cataletto in squadra insieme a Casiraghi, Fumagalli e Redaelli, davanti al BMW Motorrad Club Roma (Galletti, Lorenzi, Baldi e Lucisano) e al Settimoto (Biancardi, Petrilli, Radaelli).